Roma alla Nainggolan

di finconsadmin

(La Gazzetta dello Sport – S.Vernazza) – Roma per una notte a meno sei dalla Juve: la capolista deve affrontare oggi il derby col Toro, la sua inseguitrice deve recuperare la gara col Parma. Trastulliamoci con i periodi ipotetici: se i campioni d’Italia inciampassero nell’ostacolo granata, e calcolando sulla fiducia i tre punti dei giallorossi contro la squadra di Donadoni nel recupero, si profilerebbe un meno tre che di fatto riaprirebbe il campionato. Quanti discorsi pieni di se ci tocca imbastire per mantenere viva la lotta scudetto, però la vittoria della Roma a Bologna è importante, dimostra che Rudi Garcia e i suoi ragazzi – in serie positiva da quasi due mesi, ultima (e unica) sconfitta in Serie A a Torino contro la Juve il 5 gennaio – non mollano la presa. La loro classifica, dopo 25 incontri, è sontuosa: 57 punti – 60 potenziali – sono tantissimi. E la porta di De Sanctis è rimasta imbattuta anche al Dall’Ara: appena 11 gol subiti, miglior difesa della Serie A. La Juve padrona di gol ne ha presi otto di più.

 

Un tempo solo Alla Roma è stato un sufficiente un tempo, il primo, per costruire il successo. Nella ripresa l’antiJuve di stagione ha scelto di gestire il vantaggio e ha corso qualche rischio. Su questo punto si può muovere una critica: la grande squadra, in frangenti simili, chiude la partita, non tiene vivi gli avversari. Proprio allo scadere dell’ultimo minuto di recupero il Bologna ha avuto la grande occasione del pareggio, ma Christodoulopoulos di testa in tuffo non ha inquadrato la porta. Se i rossoblù avessero agguantato l’11, saremmo qui a criticare la Roma: le analisi calcistiche si reggono su fondamenta sottili. Garcia ha dovuto fronteggiare una moria di terzini: senza Maicon, Balzaretti, Dodò e Torosidis, ha ripescato Taddei per la fascia destra e ha schierato titolare il giovane Romagnoli a sinistra. Quest’ultimo se l’è cavata, il brasiliano no: in basso a destra la Roma ha sofferto parecchio, Morleo si è infilato più di una volta da quelle parti. Taddei, per giunta, ha sbagliato pure il gol dello 02: solo davanti a Curci, gli ha tirato addosso.

 

 

Variante tattica E’ ritornato di moda il 4231, sistema di gioco in grande voga qualche anno fa. Clarence Seedorf ne ha fatto il tratto distintivo delle sue prime partite al Milan, salvo correggersi in Champions contro l’Atletico con un più sensato 442 in fase di non possesso. Rudi Garcia a Bologna è partito col 4231 già visto sei giorni prima contro la Samp. Col Doria la variante tattica aveva funzionato, qui al Dall’Ara la cosa ha convinto di meno, anche se col 4231 nel motore romanista Destro, dopo 18 minuti, ha colpito un pazzesco palo interno: la palla, anziché carambolare in rete, ha attraversato tutta la porta ed è uscita dall’altra parte. L’allenatore francese è ritornato sui suoi passi dopo circa mezz’ora. Pjanic trequartista dietro Destro non funzionava granché e i due mediani – Nainggolan e De Rossi – sbuffavano un po’ sulle ripartenze del Bologna. Così, verso il 30’, Garcia ha riportato Pjanic sulla linea dei centrocampisti. Sarà un caso o forse no, ma la Roma ci ha messo pochi minuti a forzare il muro difensivo del Bologna. Gervinho è andato via di prepotenza sulla sinistra e ha toccato per Pjanic: il talento bosniaco ha adocchiato Nainggolan lanciato a rete per vie centrali e l’ha imboccato a due passi da Curci. Impossibile sbagliare. Nella circostanza non si sono aperti gli airbag difensivi del Bologna: Christodoulopoulos ha smesso di tallonare Nainggolan e la diagonale difensiva di Morleo non è stata troppo convinta (e Ballardini a fine partita se l’è presa anche con Cherubin che non ha «difeso la porta»).

 

 

Italianismi Più vive in Italia e più Garcia assimila certi riflessi condizionati che noi italiani, volenti o nolenti, ci portiamo dentro. A inizio ripresa il francese ha inserito Ljajic per Florenzi e questo cambio aveva le sembianze di una dichiarazione bellicosa: «Andiamoci a prendere questo 02 e facciamola finita». Poi il francese ha fiutato l’aria e si è corretto con due cambi conservativi, Strootman per Pjanic e Bastos per Destro. Traduzione: «Portiamo a casa questo 01 e non parliamone più». Il Bologna resta impaludato nei bassifondi, l’effetto propulsivo del cambiamento «ballardiano» sembra essersi esaurito. La squadra fatica un sacco a rendersi pericolosa. Ieri sera Bianchi e Cristaldo sono stati rimbalzati da Benatia e soci. Chi non segna non sogna e neppure si salva.

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