Forzaroma.info
I migliori video scelti dal nostro canale

La Gazzetta dello Sport

Roma a due punte, ma i trequartisti che fine fanno?

Getty Images

Così Abraham si sente meno solo, Ora rischiano Zaniolo e Mkhitaryan

Redazione

A vedere il risultato finale, verrebbe da pensare che Mourinho possa abbandonare subito l’idea, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Nel senso che la svolta verso le due punte e il 3-4-1-2 utilizzato dalla Roma a Venezia non ha portato né punti, né certezze assolute. Mou, però, ci ha visto anche delle cose molto buone («Abbiamo prodotto tante occasioni», ha detto a fine gara) ed allora potrebbe pure decidere di andare avanti così, non fosse altro perché con il Genoa – alla ripresa del campionato – gli mancheranno quasi sicuramente ancora tutti e tre i terzini sinistri (Spinazzola, Calafiori e Viña). In più, con il modulo a due punte Tammy Abraham è tornato finalmente ai suoi livelli, giocando una partita molto buona e sentendosi molto meno solo. Ma le due punte hanno una controindicazione, soprattutto in una squadra come la Roma: che fine faranno tutti i trequartisti giallorossi? Vediamo cosa può succedere e perché. Insistere con le due punte, però, vorrebbe dire anche inevitabilmente stravolgere l’anima offensiva della Roma, che nella scorsa estate è stata costruita sull’abbondanza dei trequartisti: Pellegrini a parte (a cui Mourinho non rinuncerà mai per niente al mondo), ballano così le posizioni di Mkhitaryan, Zaniolo ed El Shaarawy, oltre a quella di Carles Perez (seppur lo spagnolo sia più indietro rispetto agli altri). Tutta questa ricchezza andrebbe sprecata. O, almeno, messa per un po’ in naftalina, come successo proprio a Venezia, dove Zaniolo è entrato solo nel finale e Mkhitaryan è rimasto seduto in panchina fino alla fine della partita. Discorso diverso, invece, per El Shaarawy, che è uno che può fare anche il lavoro a tuttafascia, come successo esattamente al Penzo. Certo, quando tornerà Viña bisognerà capire le scelte di Mourinho, anche se sembra difficile che il portoghese possa decidere di giocare con due esterni difensivi (Karsdorp e l’uruguaiano, appunto), più facile che opti per uno più difensivo ed uno più offensivo.  C’è una soluzione, però, per cercare di salvare il salvabile. E, cioè, giocare con due trequartisti e una punta, dove il secondo trequartista finirebbe con l’abbassarsi in fase difensiva, alzandosi invece in quella offensiva, andando di fatto a giostrare come seconda punta. In quel caso, ad esempio, Mourinho potrebbe affiancare Zaniolo a Pellegrini, con Nicolò che andrebbe a «ballare» tra il capitano giallorosso e Tammy Abraham.