Roma a due facce: Europa in salita per colpa degli scontri diretti

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-M.Cecchini) La battuta più amaramente efficace l’ha regalata un tifoso giallorosso tanto deluso quanto informato:

«Luis Enrique fa er fenomeno, meno male che a noi ce pensa sempre Vincenzino Montella». Detto che a San Siro, a nostro parere, lo spagnolo non ha combinato disastri, come ignorare che l’indimenticato Aeroplanino ha concesso un punto sui 6 disponibili a Lazio, Napoli e Inter, teoriche rivali della Roma per la zona Champions?

 

Bojan & Gago Già, perché anche dopo la sconfitta di San Siro c’è voglia di scacciare i fantasmi. Non a caso ieri Bojan e Gago hanno sbriciolato su Twitter i loro pensieri. «Sono molto triste per il gioco di ieri», dice l’ex madridista. «Abbiamo lottato e giocato bene contro la capolista. La differenza l’ha fatta Ibra. Ora daremo tutto fino alla fine», commenta l’ex del Barcellona. (…) Non è un caso, forse, che la squadra di Luis Enrique abbia raccolto 8 punti sui 27 a disposizione contro Milan, Juve, Lazio, Napoli, Udinese e Inter (…). Sintetizzando, verrebbe da dire: Roma grande con le piccole e piccola con le grandi, se questo non apparisse una ovvia generalizzazione.

Infortuni & Preparazione Più preciso, invece, è il dato che sabato sera ha posto su fronti diversi Luis Enrique spagnolo e Walter Sabatini: possibile che vedere la Roma in testa alla classifica dei primi tempi (55 punti) e penultima in quella dei secondi (30) non significhi nulla? Per l’allenatore è solo una curiosità, per il d.s. invece no. Domanda: c’è forse una preparazione da mettere a fuoco. Su questo tema poi s’innesta il discorso relativo agli infortuni. Se gli stop per i flessori sono quasi un caso (…), in generale i guai muscolari sono stati 19 (compresi quelli accusati da Borini e Totti a San Siro, ancora da valutare), senza contare che le giornate perse dai giallorossi proprio per infortunio assommano ormai a 131, anche perché Luis Enrique non è allenatore che mandi in campo giocatori a rischio. Risultato: Roma 5a in questa sventurata classifica, con l’aggravante però di aver dovuto giocare (a differenza di Milan e Lazio, ad esempio) solo i preliminari in Europa e appena due turni di Coppa Italia.

Qualità I titoli di coda, perciò, sarebbe ingeneroso lasciarli solo all’autocritica di Sabatini («evidentemente sul mercato si è sbagliato qualcosa»). Al di là della tattica, il lavoro a Trigoria dovrà crescere. Perché «il primo anno l’obiettivo è raggiungere la zona Champions». Parola di Bojan a San Siro. Probabile che qualcuno gliel’abbia detto, no?

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