Rivoluzione Fonseca: per vincere non ci sono intoccabili

Rivoluzione Fonseca: per vincere non ci sono intoccabili

Il tecnico della Roma ora bacchetta e tiene fermi quelli che non convincono. Da Lopez a Kluivert, tanti ai box

di Redazione, @forzaroma

Fonseca oggi farà sentire la sua voce solo attraverso alcune dichiarazioni al sito della Roma. Niente di più conferenze stampa pre-partita fino al termine del campionato.

Il resto lo riserverà ai suoi giocatori, perché a loro che vuole dedicarsi. Lo sta già facendo, privilegiando, rispetto al passato, un atteggiamento più netto, deciso, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport.

Fonseca ha capito che in queste ultime settimane la squadra rischiava di perdersi, tra la Champions sfumata, le voci di mercato e la sospensione del d.s. Petrachi. Per questo ha scelto di essere, anche all’esterno, ancora più chiaro. Non si è fatto problemi a lasciare fuori giocatori per “scelta tecnica”, da Bruno Peres a Santon fino a Cetin, salvo poi riconvocarli quando li ritenesse pronti.

Non si è fatto problemi a rispondere con onestà alla domanda sulla mancata convocazione di Kluivert contro il Parma: “Non mi era piaciuto il suo modo di allenarsi e gliel’ho detto“. Stesso discorso aveva fatto pochi giorni prima su Under, quando lo aveva definito: “Fuori condizione“.

Il tecnico sa che la Roma ha necessità vitale di non restare fuori dalle coppe e per questo, col quinto posto a rischio per la risalita del Milan, ha deciso di essere ancora più determinato, soprattutto con quei ragazzi che, tra età e quindi naturali alti e bassi e voci di mercato, rischiavano di prendere troppo alla leggera il momento.

Sabato scorso, Fonseca ha confermato che l’esclusione di Pau Lopez a favore di Mirante col Brescia è stata una scelta tecnica, visto che il portiere spagnolo rientrava da un infortunio. Eppure a Napoli (soprattutto) e col Parma era andato molto bene, quindi nessuno, giocatore compreso, si aspettava una decisione del genere. Ma questo per Fonseca non è un problema. Adesso è il momento dei fatti e non delle parole. Se poi passerà da sergente di ferro se ne farà una ragione.

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