Reti, strategie e tanto spettacolo. E’ rivoluzione con il Fonseca 2.0

Gestione dei senatori, fiducia ai giovani, crescita tattica: così il tecnico è in decollo

di Redazione, @forzaroma

C’è aria diversa lassù, in quota, dove sognano i draghi e volano le ambizioni, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

A quelle altezze – a prescindere dal punto di Verona – si è ormai insediata anche la Roma. Uno dei motivi di questo risultato è la crescita di Paulo Fonseca che, al suo secondo anno di Serie A e con una presidenza presente, sta facendo lievitare il rendimento della squadra.

La Roma balla tra il 2° e il 3° posto (deciderà la giustizia sportiva) e in stagione ha segnato finora 23 gol in 9 partite, cominciando a quadrare anche la difesa, che ha subito una sola rete nelle ultime 4 gare.

In vetrina c’è l’allenatore portoghese, che ha sta portando il gruppo a livelli forse insperati. Almeno sotto 5 aspetti i progressi di Fonseca paiono evidenti. Cominciamo dalla gestione dei senatori. Quest’anno è assai complicata, visto l’età di Dzeko (34 anni), Pedro (33), Mkhitaryan (31) e Smalling (31 anni fra 12 giorni). Ebbene, nonostante l’importanza che rivestono, Fonseca gestisce il turnover con coraggio, raggiungendo il doppio obiettivo di non spremerli e, nel contempo, di valorizzare gli altri.

E qui si va al secondo aspetto: i giovani. Quest’anno c’è ancora più fiducia in baby come Villar, Kumbulla, Ibanez, senza contare la folta colonia di Primavera spesso convocata e che ha avuto nell’esordio di Milanese un fiore all’occhiello. Inoltre anche l’approccio tattico è cambiato. E non solo nell’elasticità mostrata dal passaggio dalla difesa a quattro a quella a tre, ma anche per gli aggiustamenti in corsa. Due esempi: l’affiancamento in attacco, nella partita di Coppa, di Mkhitaryan a Mayoral, che ha dato un punto di riferimento allo spagnolo; la sostituzione di quest’ultimo a Genova, con la scelta di puntare sull’armeno come falso nove. Non basta. Anche lo staff del portoghese, fino a poco tempo fa discusso, sembra lievitare, e forse lo dimostra anche lo studio sui calci da fermo, che consente alla Roma di svettare in questa classifica (6 gol).

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