Resistenza Roma con un gran Mirante

Resistenza Roma con un gran Mirante

Il portiere giallorosso, chiamato a sostituire Pau Lopez, è risultato decisivo nel pareggio contro l’Inter

di Redazione, @forzaroma

Può capitare una notte di Lu-La storta. Con Lukaku e Lautaro  senza superpoteri, l’Inter per la prima volta in stagione non fa gol, interrompe la striscia di 5 vittore e oggi può essere scavalcata dalla Juve. Un punticino strappato a un’ottima Roma e, soprattutto, all’emergenza. Come spiega ‘La Gazzetta dello Sport’, l’Inter, tradita dai suoi bomber, ridotta all’osso a centrocampo, contro una Roma giovane e abbondante, pur subendo spesso, ha creato 4-5 nitide occasioni da gol, senza concederne una sola ai giallorossi e ha chiuso il match in attacco. La difesa è stata superba, Godin il migliore. Lo 0-0 si spiega con le prove imperiose delle due difese. La Roma ha la colpa di aver costruito poco nelle fasi di dominio, è mancato Dzeko, entrato a metà ripresa. Ma Fonseca, oltre al punto, porta a casa la prova di maturità dei suoi, che per mezz’ora con Zaniolo e Pellegrini, hanno tenuto in pugno San Siro. Deve migliorare in attenzione (due palle-gol regalate) e rifinitura. Il migliore nel ruolo ieri stava troppo largo, in tribuna: Francesco Totti. Primo tempo strano, dominato a lungo dalla Roma, ma incorniciato da due mega palle-gol dell’Inter. La Roma domina a lungo: perché a centrocampo fa quello che vuole.

La Roma si accampa spavalda tra le tende nerazzurre. Zaniolo sembra incontenibile, ma non è Dzeko. Per questo dal lungo periodo di controllo, la Roma riesce a mungere solo un tiro strozzato del numero 22. Ma attenzione a cosa succede al 4’ della ripresa: Vecino che accarezza nell’angolino e Mirante compie un altro miracolo. Quando al 22’ entra Dzeko  Zaniolo si sposta a destra nella zona di Borja e Biraghi, i tifosi di casa iniziano a preoccuparsi, ma il fortino di Godin regge. Nella ripresa la Roma non tira mai in porta e non riesce più ad essere dominante. Si sgonfiano Zaniolo e Pellegrini, Dzeko dimostra la sua febbriciattola. E poi Fonseca sembra sempre più soddisfatto del punticino, mentre l’Inter si regala un finale contiano, orgoglioso e rabbioso. Se il punto piace a Fonseca, Antonio non lo deve disprezzare.

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