Regolamento, calendario e mercato: i club contrari

Regolamento, calendario e mercato: i club contrari

Questioni giuridiche ma non solo: le società si oppongono all’idea di stravolgere i format del torneo

di Redazione, @forzaroma

Ci sono tanti motivi per cui la maggioranza delle società di A si oppone all’idea dei playoff e playout, uno scenario che in primo luogo cambierebbe le regole in corsa. Secondo quanto scritto su “La Gazzetta dello Sport”, per conquistare scudetto, Europa o salvezza i club hanno stilato un piano che comprende l’intera stagione sportiva, magari hanno finanziato un ricco mercato invernale per arrivare all’obiettivo finale. E poi il calendario che, fin quando le squadre sono scese in campo, ha evidentemente influito sulla classifica parziale: proprio il Lecce del Presidente Sticchi Damiani, qui a fianco, ha finora affrontato la quasi totalità delle squadre che occupano la prima colonna della graduatoria. Di fronte ha invece una serie di impegni contro le dirette concorrenti che possono determinarne la posizione finale. Ma gli stessi principi valgono per chi lotta per traguardi più ambiziosi, scudetto compreso. Sul tema è intervenuto anche il presidente del Coni Giovanni Malagò: “Playoff e playout? Non si può pensare che o il campionato parte e finisce oppure non so cosa succede. O tutto o niente. Questa è la mia idea. In Italia ci sono circa 15 sport di squadra, 14 non hanno assegnato lo scudetto e non hanno dato le retrocessioni. In ogni caso c’è un rischio, piccolo o grande che sia, che i tornei calcistici non ripartano o che non possano concludersi. Per questo dico che serve un piano B, come ha fatto la Germania mettendo in sicurezza il sistema con un accordo con le televisioni. Da noi invece non c’è ancora nulla”.

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