Ranieri: “Roma mia, e se alla fine restassi io?”

Ranieri: “Roma mia, e se alla fine restassi io?”

Il tecnico giallorosso: “Ora penso solo a portare la squadra il più in alto possibile Vincere a San Siro ci darebbe una spinta”

di Redazione, @forzaroma

Se è vero che la sfida di domani è uno spartiacque importante per la Roma, è altrettanto vero che lo può essere anche per Claudio Ranieri. Perché una Roma capace di restare in corsa per la Champions sarebbe anche capace di dare più credito al suo tecnico. Per non sapere né leggere né scrivere, ieri Ranieri l’ha ribadito a chiare note. Lui nel futuro della Roma, a livello di conduzione tecnica, non si sente ancora tagliato fuori. Ed è anche giusto così, visto il lavoro che sta facendo. “Mi fa piacere che ci si ricordi che potrei esserci anche io alla guida della Roma – ha detto ieri in conferenza – Ma queste scelte ovviamente non spettano a me. Io so cosa devo fare, cercare di portare la Roma il più in alto possibile. Non sono io a stabilire i programmi futuri, anche se molto ovviamente dipenderà dall’eventuale ingresso in Champions o meno. Ma sono soddisfatto della mia carriera di allenatore, che non è ancora finita. Chissà cosa mi riserverà il futuro…”. Come scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, Ranieri non si sente tagliato fuori e sa che se la Roma non dovesse trovare una soluzione che la soddisfi, il suo nome resterebbe una garanzia. “A me brillano gli occhi per due squadre: la Roma di cui sono tifoso e il Cagliari che mi ha fatto scalare tutte le categorie, dalla Serie C alla A. Ma non mi sento un profeta in patria, piuttosto un professionista che alcune volte ha potuto lavorare come sa, altre è arrivato in momenti difficili”. Esattamente come all’Inter, nel 2011- 12, quando fu chiamato per sostituire Gasperini. “A Milano ci sono stato pochi mesi, arrivando e andando via in corsa. Ho avuto la sfortuna di perdere due giocatori: Thiago Motta, importantissimo e Coutinho, di belle speranze. Con loro ci eravamo ripresi. Senza Motta ci siamo invece spenti, la squadra non aveva più il suo riferimento centrale.Una vittoria domani ci darebbe una grande spinta, una sconfitta non ci cambierebbe di molto l’umore”. E allora domani Ranieri si porterà dietro dei dubbi fino alla fine. El Shaarawy a parte, bisognerà capire se dentro andrà dal via Nzonzi o si aumenterà il potenziale offensivo con i trequartisti, abbassando in mediana Pellegrini. “Devo capire chi ha i 90 minuti nelle gambe e chi no – chiude Ranieri –. Pellegrini ha un cambio di passo importante, Nzonzi è un riferimento a uno-due tocchi. Tra l’altro Zaniolo non è nel suo momento migliore e per me è più una mezzala che un trequartista o un’ala”. E l’ipotesi Dzeko-Schick insieme? “Con l’Udinese ho scelto le due punte perché ho dovuto fare il farmacista, sapevo che De Rossi non avrebbe potuto giocare l’intera gara. Tutto qui”. Come, dire stavolta sarà diverso…

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