Quel sogno interrotto di Joseph. Radja: “Mio piccolo grande fratello”

Nainggolan era il suo idolo. Ieri lo hanno ricordato in tanti, da Rüdiger ad Alberto De Rossi

di Redazione, @forzaroma

Ieri a Roma di vento ce n’era parecchio. Per questo il tweet della Liberi Nantes, la società che da quasi 15 anni si occupa di rifugiati e migranti, non poteva essere più pertinente: “Joseph è corso in cielo. Si alzavano nuvole di polvere sul campo quando lui scattava. E forse questo vento che soffia è solo l’ennesimo scatto bruciante“.

Joseph Perfection doveva ancora compiere 22 anni.  I suoi, però, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport, sono terminati prima, nella notte di domenica, quando l’ex centrocampista della Primavera della Roma è stato stroncato da un malore, a casa sua, ad Acilia. Forse tradito dal cuore, come in passato altri suoi connazionali più o meno giovani, e ciò fa riflettere considerando che fino a pochi mesi fa era controllato costantemente in quanto atleta.

La sua storia, fatta di polvere e sogni, di scarpe bucate e scarpini all’ultima moda, cinque anni fa aveva colpito tutti. Era arrivato a Roma dal Camerun, un presunto agente lo aveva convinto a cambiare vita salvo poi abbandonarlo alla stazione Termini.

La Liberi Nantes lo aveva salvato – in tutti i modi in cui si può salvare un ragazzino – e durante un’amichevole lo aveva segnalato alla Roma. A Trigoria lo hanno scelto e poi tesserato. Il suo agente, Diego Tavano, ci ha lavorato come fosse un figlio e oggi, nonostante le strade si siano separate dopo la risoluzione con il club giallorosso, lo ricorda come un giovane “pieno di valori, sempre positivo“.

Perfection viveva con la compagna, dopo un’avventura poco fortunata a Vicenza e un’altra, ancora più sfortunata, in Romania. L’ultima amichevole giocata a febbraio, con il Cluji, gli aveva dato l’illusione di poter tornare a fare il professionista, ma il provino non era andato bene. Per questo è tornato in quella che era diventata casa sua, a Roma, in attesa di una nuova opportunità.

Ieri lo hanno ricordato in tanti, da Rüdiger ad Alberto De Rossi, fino a Nainggolan, il suo idolo. “Mio piccolo grande fratello“, l’ha definito Radja. In comune con il belga Perfection non aveva solo il ruolo, ma anche la stessa fame di calcio e di vita.

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