Quando Luciano portava Udine in Champions

“Chiede fatica e organizzazione. Ma se lavori da professionista non fai fatica ad andarci d’accordo” dice di lui Bertotto, capitano di quella grande Udinese

di Redazione, @forzaroma

«Mi spiace per come ci siamo lasciati con i Pozzo» disse Luciano Spalletti due anni fa. L’Udinese, per lui, fu il trampolino di lancio. Come ricorda Francesco Velluzzi su La Gazzetta dello Sport, il primo Spalletti arrivò a Udine nel torneo 2000-2001 poco più che quarantenne. Doveva sostituire Gigi De Canio, salvò i bianconeri. E si trasferì ad Ancona. Dove ottenne un’altra salvezza. Tanto da indurre i Pozzo a richiamarlo per compiere un capolavoro che solo Francesco Guidolin è riuscito a ripetere: qualificazione alla coppa Uefa il primo anno (2002-2003) e addirittura alla Champions (anche se il playoff della successiva stagione, poi, lo ha vinto Serse Cosmi) nel torneo 2004-2005.

Spalletti a Udine di calciatori ne ha lanciati… Da Iaquinta all’amico Di Natale, conosciuto nella bella storia di Empoli, da Muntari a Pizarro. «Pretendeva tanto, ma ti dava tutto», racconta Valerio Bertotto, il capitano di quella grande Udinese. «Lo sento ancora perché da quando ho deciso di fare l’allenatore da lui qualcosa ho preso. È bravo a gestire il gruppo. Chiede intensità, lavora bene col pallone, ma integra con tutti gli elementi utili per portarti a una grande condizione fisica. Chiede fatica e organizzazione. Ma se lavori da professionista non fai fatica ad andarci d’accordo. Difetti? È un po’ permaloso, ma sta allo scherzo». Il parere del popolo: “Permaloso, maniacale, vede fantasmi dappertutto. Ma un grande professionista. Stava in ufficio a Udine da mattina a sera (Colantuono è simile: arriva alle 9, va via col buio) e con la squadra otteneva grandi risultati».

Spalletti è sempre stato generoso e disponibile per il sociale. «Noi gli dobbiamo tanto», racconta Giorgio Zanmarchi, anima del FaiSport di Udine e dell’Associazione Sport Disabili. «Abbiamo festeggiato i nostri 20 anni con un libro “una straordinaria normalità”, scritto da mia moglie e da mia figlia e Luciano è nelle foto. È venuto a inaugurare il Telethon, ha acceso la fiaccola per le Universiadi, ha sempre convinto i calciatori a partecipare agli eventi, si è speso con dei contributi.

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