Primavera revolution: le manovre per tornare in alto

Primavera revolution: le manovre per tornare in alto

Etica, valori e tetto stipendi in primo piano e l’incerto domani del maestro De Rossi Resta tecnico, passa dirigente o va in pausa?

di Redazione, @forzaroma

Con la partenza di Daniele si è rivoluzionato un po’ tutto“. Alberto De Rossi si riferiva, in un’intervista a Roma Tv, al suo “ruolo” di nonno, visto che da luglio l’ex capitano della Roma vive in Argentina, scrive Chiaraz Zucchelli su La Gazzetta dello Sport.

Ma in realtà la parola rivoluzione può andare bene anche all’altro suo ruolo, quello di allenatore. Da anni De Rossi è guida tecnica e anima della Primavera, da qualche mese affidata alla supervisione di Zubiria e, in particolare, di De Sanctis. Nel pool che si occupa delle giovanili c’è anche Bruno Conti, e la sua rinnovata presenza è un altro segnale della rivoluzione.

La Roma, infatti, ha scelto di mettere di nuovo al primo posto etica e valori, oltre che il territorio. Poi, solo poi, i contratti. Per questo il tetto degli stipendi non supererà i 70 mila euro annui e non saranno rinnovati accordi a cadenza quasi regolare.

Nell’ultima partita dell’anno a brillare è stata la stella di Riccardi, autore di una tripletta contro il Cagliari. Non sono mesi facili, per lui, che ancora oggi forse, consapevole del suo talento, fatica a calarsi sempre nel migliore dei modi nella realtà della Primavera. Sperava di essere più spesso con la prima squadra, ma per essere scelto da Fonseca deve fare di più. Poi, a giugno, si vedrà.

A giugno si deciderà anche il futuro di Alberto De Rossi, dal 2003-2004 alla guida della Primavera. Per alcuni rinnoverà come allenatore, per altri verrà promosso in società, per altri ancora, soprattutto se suo figlio Daniele davvero restasse al Boca, potrebbe prendersi una pausa.

 

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