Presidenza Figc, la data resta un rebus

Il Collegio di garanzia del Coni non decide e rinvia la camera di consiglio al 7 settembre

di Redazione, @forzaroma

Il Collegio di garanzia del Coni non sceglie tra l’interesse della casa madre e quello dei ricorrenti. Non concede la sospensiva alle quattro componenti – Lnd, Aic, Lega Pro, Aia – che avevano impugnato la proroga del commissariamento, ma non ne boccia, di fatto, la richiesta di non procrastinare la convocazione dell’assemblea elettiva “oltre limiti temporali – scrivono i giudici – strettamente funzionali alla definizione delle nuove regole”. Perciò – scrive Catapano su ‘La Gazzetta dello Sport’, decide di rinviare la camera di consiglio al 7 settembre, data entro la quale, ipotizza il Collegio, il Coni avrà ottenuto l’ok definitivo del governo sui principi informatori e lo Statuto federale sarà stato integrato.

Se il Coni e Fabbricini potranno utilizzarlo per procedere alla stessa andatura, però, è tutto da dimostrare dopo l’intervento di Palazzo Chigi, che ha chiesto delucidazioni pure sui mandati svolti dall’attuale governance del Coni. Il primo a volerci vedere chiaro è proprio il commissario, che oggi, a margine del Consiglio nazionale che licenzierà la candidatura unica ai Giochi invernali del 2026, chiederà spiegazioni a Malagò. Di una cosa Fabbricini è certo: questa storia è andata troppo per le lunghe, e non ha nessuna intenzione di beccarsi una denuncia per abuso d’ufficio, la prossima mossa paventata dalle componenti ribelli.

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