rassegna stampa

Senza Pizarro, Viola appassita. Così la Roma può rifiorire

La mezz'ora iniziale è in mano alla Fiorentina, ma con l'uscita di De Rossi e Manolas da una parte e Pizarro dall'altra la partita cambia

Redazione

Rotto no, ma qualcosina s’è incrinato nel meccanismo della Fiorentina: si può dire che lo 0-4 con la Lazio non era stato un caso, ma un avvertimento. Qui è bastata l’uscita di Pizarro – in una squadra-orchestra nella quale i protagonisti di solito sono intercambiabili – per svoltare negativamente e cedere gioco, occasioni e gol a una Roma imbarazzante per oltre mezz’ora. Come nei filmacci in cui il cattivo ha la pistola puntata sul nemico ma comincia a parlare, parlare, parlare finché non si fa disarmare. Alla fine l’1-1 è giusto: addirittura per i giallorossi c’è un rigore contestato e sbagliato da Ljajic (ma si potrebbe dire anche parato da Neto, sempre più bravo e decisivo). E a proposito di mosse-partita: l’uscita di De Rossi è l’altra chiave, decisiva questa, per la Roma, che così può affidarsi alla regia di Keita senza avere due play a pestarsi i piedi, reagendo meglio al possesso e al movimento viola. Un pari che lascia intatte le percentuali di qualificazione, anche perché all’Olimpico la Roma da tempo non combina niente di buono. Certo che la caduta di gioco della Fiorentina, dopo mezzora incantevole, qualche dubbio lo lascia.

ILLUSIONE VIOLA E lo lascia perché non può bastare il k.o. del cileno, poco prima della pausa, per giustificare il pessimo secondo tempo. Memore del successo nei quarti di Coppa Italia, con un 3-5-2 che aveva schiantato i giallorossi, Montella abbandona la difesa a 4 e s’impadronisce del centrocampo. Non si pensi che sia solo tattica: no, sono il gran movimento dei protagonisti, l’assenza di punti di riferimento e poi la velocità in attacco a impressionare. Ma il tecnico c’entra, quando vedi il modo in cui la Roma è messa al tappeto: mentre Garcia non sa cosa fare, la Fiorentina ha già piazzato una linea mobilissima (Joaquin, Ilicic, Valero e Alonso) dietro Salah che rientra oppure galleggia aspettando che un trequartista affondi.

SOLTANTO DUE TIRI I pericoli arrivano soprattutto dalla fascia destra dove l’asse Ilicic-Joaquin, con la partecipazione speciale di Valero (che interpreta il ruolo di mezzala-trequartista come nessuno), fanno sfracelli. E poi c’è anche un secondo copione tattico, ancora più produttivo perché ne scaturisce l’1-0: chiudersi, approfittare degli inciampi della Roma, e ripartire nelle praterie con Salah e Ilicic. C’è però un problema: la Fiorentina fatica a segnare, anzi a trovare la porta. Alla fine i tiri su Skorupski saranno soltanto due: il gol di Ilicic, su azione di Salah innescato dall’erroraccio di De Rossi; e un tiro da fuori di Badelj. Insomma, la gran manovra, bella da vedersi, avrebbe avuto bisogno di Gomez, o Babacar, o al limite Gilardino.

SVOLTA DE ROSSI Questo problema dà una bella mano alla Roma che era invece nelle condizioni ideali per ricevere il colpo del k.o.: intanto Garcia, confuso di suo, parte col 4-3-3, all’8’ passa al 4-2-3-1 per mettere Nainggolan su Pizarro ma impoverendo di più la difesa, e all’11’ si trasforma in 4-3-1-2, modulo più logico ma che costringe Ljajic, una punta, a sfiancarsi in marcatura sul cileno. Che senso ha tutto ciò? Poi: le condizioni preoccupanti di De Rossi, autore di due errori che consegnano i contropiede alla Fiorentina. Infine dopo 26’ l’uscita per infortunio dello stesso De Rossi e Manolas. Pronti per il massacro? Invece no: la Roma si compatta su Keita, Pjanic aggiusta le geometrie e, poco dopo, esce Pizarro. Con la conseguenza che la Fiorentina non si ritrova più, Badelj play non è la stessa cosa, e per poco la Roma non vince. Spreca il primo pari con il rigore di Ljajic, poi lo aggancia su angolo di Florenzi e colpo di testa di Keita, i due migliori, proprio come con la Juve.

SEMPRE IN EUROPA… Segna sempre la Fiorentina, 13 volte nelle ultime 14 partite di coppa, ma continua a non vincere nei derby: questo è il terzo pari, con due sconfitte. E anche la Roma conferma i suoi recenti indicatori: in Europa ha sempre subito gol nelle ultime 21 partite (42 centri), ed è all’undicesimo pari nelle ultime 17 gare post-City. Di più: sembra dimenticarsi del centro-sinistra dove lascia solo l’Holebas di turno, rischiando tantissimo. Una Fiorentina al massimo avrebbe continuato nell’aggressione e stravinto, questa può temere l’eliminazione.