Più debole o rafforzato? Lo stadio appeso a Berdini

Respinte con riserva le dimissioni dell’assessore, ma non è detto che ceda su Tor di Valle. Domani il tavolo tecnico

di Redazione, @forzaroma

Le sorti del nuovo stadio della Roma dipendono da quelle dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. «Guastatore» del dossier Tor di Valle, mina vagante della Giunta Raggi, da ieri voce apertamente critica, diciamo così, dei primi sette mesi di amministrazione a cinque stelle.

Dopo che La Stampa, ieri, ha pubblicato quelle infelici esternazioni sulle relazioni e i comportamenti della sindaca, Berdini ha rassegnato le dimissioni, che sono state respinte dalla Raggi, ma «con riserva».  Il guaio per la Roma e il costruttore Parnasi, però, è che un Berdini indebolito o, meglio, commissariato, non è l’unico scenario possibile. Anzi, è plausibile anche il suo contrario. C’è chi sussurra, infatti, che se Berdini, pronto a raccontare la sua verità in tv, è rimasto al suo posto perfino dopo quello che ha combinato, vuol dire che è intoccabile: o perché la sindaca è più debole di lui o perché non sarebbe conveniente mettere alla porta uno che in questi mesi ha messo le mani su tutti i dossier più delicati.

L’impressione, comunque, è che questo pasticciaccio dello stadio prenderà una direzione definitiva, in un senso o nell’altro, martedì, quando è stato fissato il prossimo appuntamento politico con la Giunta, probabilmente l’ultimo: se la Raggi darà il via libera al progetto, seppure tagliato del 20% circa di cubature, si procederà a ritmi serrati per tagliare il traguardo del 3 marzo, scadenza della Conferenza di servizi in Regione.

(A. Catapano)

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