Il gol allo Slovan racconta di un mediano con la fascia di capitano addosso che non ha paura e che, davanti a quella luce nel tempio, non arretra
Totti, Vito Scala e la visita... per la prostata: il racconto è una risata continua
Una storia semplice e antica, a pensarci bene. Un romanzo che emoziona. Perché c'è un filo invisibile che lega il passato al presente e si allunga verso il futuro. Il Niccolò Pisilli che segna all'Olimpico in Champions contro lo Slovan Bratislava e festeggia davanti all'ex capitano Francesco Totti in tribuna, con addosso la fascia appena rilevata da Lorenzo Pellegrini, uscito dal campo per infortunio, è un segno del destino e il perpetuarsi di un "patto non scritto" che si tramanda per magia di generazione in generazione. E allora è proprio vero: c'è un vento che soffia sulle sponde del Tevere, portando con sé un'eco antica, una tradizione che vuole gli uomini simbolo romani e romanisti in prima fila sul palcoscenico più importante della squadra del cuore. Simboli - scrive Alessio D'Urso su 'La Gazzetta dello Sport' - di una dinastia che si fonda sull'appartenenza viscerale alla gente giallorossa. E Pisilli è colui che, per caratteristiche e attaccamento alla maglia, ha tutti i requisiti per spingere più avanti nel tempo questa favola di calcio ambientata a Trigoria. Ora, però, il futuro appartiene a Pisilli, che sulla scia dei grandi e con il supporto dei compagni può trascinare la Roma in una nuova fase e diventare il capitano che giocherà nell'anno del Centenario e disputerà la prima gara nel nuovo stadio di Pietralata. L'anima forte della Roma rimane in mani sicure e piedi caldi. Il gol allo Slovan racconta di un mediano con la fascia di capitano addosso che non ha paura e che, davanti a quella luce nel tempio, non arretra.
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