Peres a oltranza: Torino in pressing per convincere la famiglia. Il Flamengo non preoccupa

Il terzino non arriverà oggi in Piemonte ma la nostalgia del Brasile non è più insuperabile. Roma alleata numero 1 dei granata

di Redazione, @forzaroma

Nonostante gli ultimi e inaspettati tentennamenti, Bruno Peres e il Torino è un’avventura che resta assolutamente possibile, scrive Mario Pagliara su “La Gazzetta dello Sport”. Diplomazie al lavoro per ritrovarsi, riavvicinarsi ancora di più, convincersi che la saudade e la spinta della famiglia (preferirebbe che Peres tornasse a giocare in Brasile) si possono superare. Tra Roma, Torino e il Brasile si lavora per riaccelerare su una trattativa mai chiusa, ma che domenica aveva subito un rallentamento proprio a pochi metri dalla linea di arrivo. E quei dubbi di Peres non sembrano più così insormontabili.

Ieri, all’aeroporto di Caselle, Bruno Peres non si è materializzato. E, con molta probabilità, il volo dal Brasile con lui a bordo non atterrerà nemmeno oggi. Ma, a questo punto, poco importa: a Torino hanno capito le difficoltà nate negli ultimi giorni a casa Peres, con la famiglia che lo sta spingendo ad accettare una soluzione brasiliana (indiziato numero uno è il Flamengo). Il Toro è pronto ad aiutarlo, a venirgli incontro per risolvere le questioni familiari e a farlo sentire «meno solo» in una città dove ha tutto per essere a casa. Dopo la parola data giovedì dal calciatore al presidente Urbano Cairo, tra venerdì e sabato la società granata aveva avviato l’organizzazione del viaggio dal Brasile per i primi giorni di questa settimana per consentirgli di svolgere le visite mediche in città. Ovvio che i programmi siano cambiati in corsa. Prima ancora che per le sue caratteristiche da calciatore, in società Peres è stimato come persona avendo lasciato tracce e ricordi positivi sia nella dirigenza che tra i tifosi. Senza forzare e senza rilanci (la trattativa è definita) il club lo aspetterà fino al giorno del raduno, il 6 luglio al Filadelfia.

La Roma si può considerare l’alleata numero uno del Toro: Monchi ha messo in vendita Peres, ha chiuso l’accordo con il collega Petrachi (prestito oneroso a 1 milione con riscatto obbligatorio a 6 alla ventiduesima presenza), non accetta offerte da altri. Anche dalla Capitale, negli ultimi giorni, c’è chi ha telefonato a Peres per convincerlo che sarebbe un errore rifiutare il Toro.

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