Perché i giallorossi collezionano colpi su colpi?

La Roma americana sfrutta gli incassi derivati dalla qualificazione in Champions e l’abilità del ds Sabatini per contenere le perdite. In attesa che venga costruito lo stadio

di Redazione, @forzaroma

La Gazzetta dello Sport di oggi dedica ampio spazio ad un approfondimento sulle strategie di mercato adottate dalle big italiane nel corso di questa finestra estiva; Inter e Milan sono tornate a spendere, la Juve sta rinnovando il proprio organico, la Roma a 20 giorni dal termine del mercato si trova a disporre di un bel tesoretto derivato da alcune cessioni strategiche.

Nella sezione dedicata ai giallorossi si rileva l’importanza decisiva dei 50 milioni di euro incassati per la qualificazione alla Champions League. In attesa di costruire lo stadio Pallotta e i suoi soci stanno provando a contenere le perdite, e dipendono in maniera consistente dalla partecipazione alla massima competizione europea. Tuttavia quelle entrate, che sembravano improvvisamente scomparse, serviranno a tamponare l’ulteriore crescita di stipendi (un 20% in più rispetto all’anno scorso).

Gli Americani investono (100 milioni nei primi quattro anni di dirigenza), prova ne è che la Roma chiuderà in perdita anche il bilancio 2014-15. Deve stare attenta: il fair play della Uefa le impone un passivo di massimo 30 milioni.

Innegabile che una vena vitale della Roma degli ultimi anni sia costituita dall’autofinanziamento. Sfruttando le abilità di Walter Sabatini la società giallorossa è in negativo di “soli” 20 milioni di euro nel bilancio tra entrate e uscite legate al trasferimento dei giocatori. Quest’estate in particolare il ds è riuscito a piazzare alcuni colpi decisivi in uscita, rinviando le spese in uscita tramite alcune formule di prestito (vedi Dzeko, che non sarà pagato nel 2015).

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