Perché Fonseca non fa giocare mai in coppia Dzeko e Mayoral?

Finora solo 25 minuti per i due in tandem. Il portoghese cerca l’equilibrio: “La Roma non è pronta per farlo”. Eppure la difesa è appena la 10a del torneo. E ora c’è da gestire il bosniaco

di Redazione, @forzaroma

Lo ammettiamo, la prima volta non è stata di quelle indimenticabili. Il matrimonio calcistico fra Edin Dzeko e Borja Mayoral, finora, è durato solo 25 minuti: 19 effettivi e 6 di recupero. Partita in questione: Lazio-Roma. Punteggio in quel momento: 3-0. Esito dell’esperimento: nullo, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. La domanda, però, è tornata a lievitare sulle tribune dello Juventus Stadium – ed anche davanti agli schermi televisivi – quando, con la Roma protesa verso il pareggio è entrato il centravanti bosniaco. Al posto di chi? Naturalmente del suo omologo spagnolo. A proposito, siamo sicuri che siano davvero omologhi?

Proviamo a capirlo in base alle parole di chi decide, ovvero Paulo Fonseca. “Sono diversi. Dzeko è più forte in appoggio, a legare il gioco, Mayoral invece cerca più la profondità. Se si può immaginare di vederli insieme? Dipende dall’immaginazione“. Allora, pensiamoci su. Le caratteristiche dei due attaccanti sembrano perfettamente compatibili. Il bosniaco può accorciare verso il portatore di palla, svettare nei duelli aerei e tenere alta la squadra proteggendo palla col suo fisico; lo spagnolo può puntare la porta, andare via sul breve e magari sfruttare le assistenze dello stesso Dzeko. Entrambi tra l’altro, dotati di piedi educati, avrebbero la capacità di dialogare nello stretto.

Dzeko in carriera, quando ha giocato con un‘altra punta a fianco, ha fatto assai bene, basti ricordare le stagioni al Wolfsburg (con Grafite) e al City (Aguero o Balotelli).

E allora viene da pensare che Fonseca stia cercando ossessivamente equilibri. I numeri relativi ai gol subiti parlano chiaro: al momento la Roma, pur togliendo le 3 reti subite a tavolino contro il Verona (32 effettive), avrebbe appena la decima difesa della Serie A. Era dai tempi dello Zeman 2.0 (stagione 2012-13) che per i portieri giallorossi non grandinava tanto.

 

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  1. dgm_7828828 - 2 settimane fa

    Le cifre parlano di un deficit nella fase di non possesso, alloché la palla ce l’hanno gli avversari. Basta guardare la prima difesa e la Roma lo ha visto sabato, alloché ha provato ad arrivare in porta trovando un muro e maglie strette, mentre le maglie giallorosse sembrano sempre larghe e lente, anche sulle seconde palle.Non mi sembra un problema numerico ma di preparazione ed impegno mirato e costante, mentre la Roma da talvolta l’impressione di un’allegra brigata.

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