Pastore, trequartista ideale ma Di Francesco ci scommette anche da mezzala

Pastore, trequartista ideale ma Di Francesco ci scommette anche da mezzala

L’argentino, ormai prossimo a vestire la maglia giallorossa, potrebbe ricoprire più ruoli nella scacchiera del tecnico abruzzese

di Redazione, @forzaroma

Mezzala, trequartista o esterno offensivo, Pastore è un giocatore talmente versatile che offre una serie importanti di soluzioni offensive. Di certo ha nei piedi quella qualità che vanno cercando sia Monchi sia Di Francesco per aumentare la pericolosità della Roma sia dal perimetro sia in area, grazie alle sue intuizioni. Questa, riporta La Gazzetta dello Sport, è chiaramente la scommessa più difficile da vincere, anche se forse è anche quella più stuzzicante.

Nel senso che per il suo 4-3-3 Di Francesco vuole intermedi che sappiano andare, che si inseriscano, ma che corrano anche molto nell’altro senso di marcia e cioè nella fase di copertura. È chiaro che a Pastore, per caratteristiche tecnico-fisiche e per predisposizione mentale, gli si può chiedere tutto tranne che difendere con il coltello tra i denti. Di Francesco, però, è convinto che possa giocare anche da mezzala, proprio nel 4-3-3. Sulla carta dovrebbe farlo con un regista (De Rossi in prima battuta, Gonalons in alternativa), affiancato dall’altra parte da Bryan Cristante, l’altro colpo nuovo nel centrocampo giallorosso. Così, però, sembra davvero una Roma a trazione offensiva, forse anche troppo. Ed allora è possibile che con Pastore nei tre di centrocampo l’altra mezzala sia un giocatore molto più difensivo come Strootman o uno che comunque sa fare bene entrambe le fasi come Pellegrini. Che, tra l’altro, ha anche nel dinamismo una delle sue qualità migliori. L’altra soluzione che Di Francesco può praticare è quella di schierare Pastore come trequartista centrale, subito dietro la punta, nel 4-2-3-1 che il tecnico ha (a tratti) utilizzato anche nella scorsa stagione. E poi c’è la terza carta, quella da esterno alto a sinistra. Lì ha giocato già a Parigi, nel Psg, tra l’altro anche nella stagione appena conclusa, quando alla squadra allenata da Emery è mancato l’apporto di Neymar. Potrebbe essere una strada percorribile se non dovesse andar bene da mezzala, con un centrocampo a quel punto più giovane e dinamico, magari con due intermedi come Pellegrini e Cristante. O con uno dei due e Strootman a bilanciare le due fasi.

(A. Pugliese)

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