Pastore-Roma: ultima chiamata, ma c’è da convincere Ranieri

Pastore-Roma: ultima chiamata, ma c’è da convincere Ranieri

Senza Zaniolo, Cristante e De Rossi il tecnico non ha grandi alternative: rilancia l’argentino come trequartista o torna al 4-4-2 con Schick e Dzeko

di Redazione, @forzaroma

L’ultima apparizione di Javier Pastore con la Roma risale addirittura al 3 marzo scorso, al famigerato k.o. con la Lazio per 3-0, quando Eusebio Di Francesco decise di spedirlo in campo negli ultimi 24 minuti di gara per provare a cambiare volto alla partita. Poi più il nulla, con sei gare saltate per il solito infortunio al polpaccio e due panchine nelle ultime due sfide, in casa con l’Udinese e nella trasferta contro l’Inter. Ora, però, c’è qualcosa di diverso e cioè le assenze per squalifica di Zaniolo e Cristante. Con De Rossi out per infortunio, Ranieri non ha poi così tante scelte: o abbassare Pellegrini in mediana al fianco di Nzonzi e lanciare “El Flaco” come trequartista alle spalle di Dzeko o cambiare modulo. Adesso, quindi, tocca a Pastore convincere Ranieri a lanciarlo, a credere in lui, a dargli finalmente una chance, lui che con il nuovo tecnico giallorosso ancora non ha mai visto il campo. “Pastore lo conosco, è un giocatore di una classe sublime – disse Ranieri appena tornato in giallorosso –. Ma io ho bisogno di gente che dimostri che vuol fare la differenza, non guardo il nome, l’ingaggio o altro. Devo vedere chi corre, chi lotta e chi si aiuta l’uno con l’altro. Dobbiamo essere una squadra, aiutarci tutti. Chi fa questo e si impegna dall’inizio alla fine, ha sicuramente più probabilità di giocare”. Come scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, Pastore ha passato la Pasqua a Dubai e lì ha provato a rigenerarsi mentalmente, insieme alla sua famiglia. Tra l’altro, con il Cagliari ha una tradizione anche sfavorevole e forse è un motivo in più – dovesse giocare – per far bene, visto che nei 5 confronti diretti ha vinto una sola volta, la prima, racimolando poi tre pari ed un k.o. Tra quei tre pareggi, ovviamente, anche quello dell’andata, quando alla Sardegna Arena la Roma giocò una delle partite più sconcertanti della propria stagione e Pastore che entrò sul 2-0 e praticamente “passeggiò” fino alla fine. Ecco, dovesse giocare ci sarebbero anche molti altri motivi per far bene. Anche se poi, a conti fatti, il più importante di tutti è quello di dimostrare di essere ancora un calciatore di livello.

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