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La Gazzetta dello Sport

Passione e allerta. La spinta dell’Olimpico con più di 60 mila tifosi

Getty Images

Effetto Mou: altro pienone. Quasi 2000 i norvegesi: per evitare tensioni, impiegati 800 steward

Redazione

Davanti non ci sarà né il Barcellona né il Chelsea e neanche il Bayern Monaco. E la sfida di stasera, come peso specifico, non ha certo lo stesso spessore di quelle storiche per i colori giallorossi contro Dundee United o Brondby, non fosse altro perché quelle erano due semifinali che portarono la Roma all’ultimo atto, rispettivamente in Coppa dei Campioni (1983-84) e in Coppa Uefa (1990-91). Di certo, però, c’è una cosa: lo stadio Olimpico stasera avrà qualcosa di davvero magico, speciale, proprio come successe in ognuna di quelle partite lì, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Una bomboniera giallorossa, pronta a tifare ed a spingere la squadra anche oltre l’ostacolo. In tutto ci saranno 62-63 mila spettatori, che fanno il paio con gli oltre 64mila di Roma-Salernitana. In buona sostanza, quasi 130mila persone innamorate della Roma in quattro piccoli giorni. Ecco perché Mou lo sottolinea sempre: "i giocatori devono sentire addosso questa responsabilità nei confronti dei tifosi – aveva detto subito dopo la gara con la Salernitana – E sapere che con il Bodo lo stadio sarà ancora pieno è una sensazione fantastica".  Insomma, non ci sarà il sold out solo perché ci saranno i famosi cuscinetti di protezione tra la tifoseria romanista e quella norvegese. Dopo i fatti dell’andata, infatti, c’è anche un po’ di allerta per la sfida di stasera, tanto che la stessa Uefa ha cambiato il livello di attenzione, passando da basso ad alto come alert. All’Olimpico saranno così impegnati 800 steward, per evitare qualsiasi tipo di contatto o die problematica con i circa 2mila norvegesi che saranno al seguito del Bodo. E anche in città le forze dell’ordine impegnate saranno superiori al normale, per evitare che ci possa essere qualsiasi contatto anche dopo il fischio finale, alla fine della partita. Tornano in mente i 3-0 rifilati in Champions League a Chelsea (2017) e Barcellona (2018), ma anche il 3-2 al Bayern Monaco del 2010 oppure il 2-0 al Colonia del 1982/83, che portò i giallorossi ai quarti di quella Coppa Uefa. Gara che sono scolpite nella mente dei tifosi giallorossi ed a cui si spera di aggiungere anche la partita di questa sera, contro il Bodo, nella prima edizione di questa Conference League. Che ci sia una grande componente è innegabile. E quella componente si chiama proprio Mourinho, l’ascendente più forte di oggi sulla gente romanista.