Parnasi cede: “Ho pagato tutti”. Ma sullo stadio la Roma fa muro

In 11 ore di interrogatorio il costruttore ammette versamenti per ottenere facilitazioni. La Procura rassicura il club sugli atti per Tor di Valle. Ma il Comune ora deve accelerare

di Redazione, @forzaroma

Quelle tre parole – “Ho pagato tutti” – che sintetizzano le undici ore di interrogatorio che Luca Parnasi ha sostenuto davanti ai magistrati nel carcere di Rebibbia, potrebbero contenere la prima virata dell’inchiesta «Rinascimento», già ribattezzata «Stadio Capitale», almeno per il suo potenziale: da ieri più politico, forse, che penale. Un aspetto che, come vedremo, finirà inevitabilmente per coinvolgere il dossier Tor di Valle.

Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, il costruttore canta, come si dice in gergo, e racconta di essere stato munifico con tutti, partiti e movimenti, di maggioranza e opposizione. Descrive finanziamenti ammessi dalla legge e altri contributi su cui, invece, dovranno essere fatti approfondimenti investigativi. Soltanto equivoci? Illeciti? Vedremo. Ammette di averlo fatto per accreditare se stesso e i suoi progetti, confidando in questo modo di ottenere facilitazioni e/o accelerazioni di natura burocratica.

Non sono le elargizioni di Parnasi in sé, infatti, a complicare ulteriormente il cammino che il progetto-stadio stava per completare. In questo senso, anche ieri, dopo l’interrogatorio fiume del costruttore, i titolari dell’inchiesta hanno voluto rassicurare la dirigenza della Roma, sul fatto che nessun atto amministrativo fosse stato direttamente coinvolto dai tentativi corruttivi di Parnasi, almeno nelle sue ricostruzioni. Ed effettivamente non ce n’è evidenza nelle carte. Resta salda, insomma la convinzione della Procura di Roma che nessun atto del dossier Tor di Valle sia da considerarsi illegittimo. Sotto questo aspetto, sembrerebbe perfino che presto gli inquirenti potrebbero archiviare la posizione del Sovrintendente Prosperetti, minimizzando in questo modo la vicenda del vincolo architettonico, che aveva effettivamente destato più di qualche perplessità e allungato un’ombra sul progetto. Motivo in più, dicono da Trigoria, per spingere sull’acceleratore ed aumentare il pressing sull’amministrazione Raggi perché completi l’iter, chiuda il pacchetto e lo mandi alla Regione per l’ultimo visto.

(A. Catapano)

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