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La Gazzetta dello Sport

Paradosso Micki: solo lui può fare il regista, ma è in scadenza

Getty Images

Mou: "Mkhitaryan alla Roma è quello che pensa meglio il gioco". Ma il futuro è un rebus

Redazione

Essere un giocatore fondamentale della squadra ma non sapere ancora se quella squadra avrà ancora voglia di puntare su di te o meno. È uno dei tanti paradossi della Roma attuale, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sportquella costruita da Tiago Pinto e che Mourinho continua a fatica a digerire. Il giocatore in questione è ovviamente Henrikh Mkhitaryan, quello che per cifra tecnica è probabilmente la miglior espressione calcistica della Roma. Uno talmente bravo che in questi primi sette mesi di Roma di Mourinho è stato utilizzato un po’ ovunque: trequartista esterno o centrale, seconda punta, mezzala e adesso anche regista. Già, perché in una Roma che manca clamorosamente di quella casella – nonostante l’allenatore abbia chiesto quel tipo di giocatore da due sessioni di mercato – Mourinho sembra intenzionato da qui alla fine a schierarci proprio lui, Mkhitaryan. Lui che a giugno ha il contratto in scadenza e non si sa neanche se sarà ancora giallorosso. "Non abbiamo il giocatore adatto per essere lì nel centro del motore, capace di far girare la squadra – le parole del tecnico giallorosso –. Quello che, per caratteristiche, si avvicina di più a quel ruolo è Mkhitaryan, quella di metterlo in quella posizione è stata sicuramente un’intuizione felice. Henrikh è l’uomo che pensa meglio il gioco, che trova meglio gli spazi ed è il giocatore fondamentale di questa squadra in funzione di questo". Una promozione totale, che fa pensare che da qui alla fine della stagione in quella posizione possa essere schierato spesso anche l’armeno al posto di Cristante, che invece sembrava quello più adatto tra quelli nella rosa giallorossa. Ma alla fine la Roma ha ancora voglia di puntare su Mkhitaryan o meno? Il fantasista armeno è sbarcato nella Capitale tre anni fa – e di fatto – è andato avanti a rinnovi annuali (nel primo contratto c’era l’opzione per il secondo, poi è arrivato l’accordo firmato a giugno scorso). Anche un anno fa fu così, più per volontà del giocatore che non del club. Adesso Pinto dovrà mettersi a tavolino e capire se ci sarà la voglia di averlo ancora in giallorosso, compatibilmente con le esigenze del progetto (e aspettando Mino Raiola, l’agente del giocatore, che nell’ultimo periodo ha avuto problemi di salute). Sul giocatore nel frattempo è piombato lo Spartak Mosca, pronto a portarselo a casa con un’offerta faraonica.