Palombella giallorossa. Totti prova la calottina

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – F.Carrella) La Roma è americana già da un po’, Sandro Campagna stava per diventarlo.Ma le sirene californiane sono ormai superate, il c.t. del Settebello è rimasto qui, e ieri s’è concesso un pomeriggio speciale: una visita a Trigoria in compagnia dei figli Ginevra e Brando, dell’azzurro Christian Presciutti e dell’addetto stampa federale Valerio Salvati. Tutti romanisti tranne lui. «Abbiamo scherzato sulla mia juventinità», sorride. Ma non chiamatelo intruso: sulla spiaggia palermitana di Mondello, quand’era bambino — parliamo di quarant’anni fa — aveva come vicini di ombrellone Zdenek Zeman e lo zio Cesto Vycpalek. Fu proprio grazie a quest’ultimo, giocatore e poi allenatore bianconero, che il piccolo Sandro scelse la propria fede calcistica. «Zdenek mi prendeva sulle spalle e mi faceva fare i tuffi, Vycpalek giocava a scopone con mio padre Carlo e mio nonno Vincenzo». Hanno ricordato quei tempi andati, con commozione e nostalgia. Campagna s’è quasi scusato: «Sapete per chi tifo…». Zeman lo ha «consolato»: «Non devi vergognarti per questo, anch’io tifavo Juve da ragazzo». Risate.

 
RAFFRONTI Non solo pallamano. Nella gioventù di Zeman ci fu anche la pallanuoto: «Sempre a Palermo, mi cimentai con la società Calidarium». Oggi è un maestro di calcio, e Campagna dice di trovare molte analogie col suo gioco: «I movimenti offensivi, la partecipazione di tutti i giocatori, i tagli, le entrate. Prendete Genoa-Roma, per 70 minuti: uno spettacolo. Certo, servono automatismi perfetti, per funzionare». «Occorre tempo, lo sai», ha sussurrato Zeman a Sandro.

 

I BOMBER  Altri protagonisti del pomeriggio speciale, Presciutti e l’idolo Totti. Christian è nato a Venezia perché mamma Paola è veneta, ma è romano verace. «Da Guidonia, in motorino, andavo sempre a vedere le partite all’Olimpico. Nel 2001 dello scudetto, ero in curva». Per mettere le cose in chiaro, s’è fatto tatuaggi espliciti: As Roma, il disegno della lupa con Romolo e Remo. «Avevo sempre sognato di conoscere Francesco, finalmente ce l’ho fatta. È un fenomeno, sono convinto che farebbe magie pure in piscina». Il capitano giallorosso gli ha chiesto quali sono gli allenamenti dei pallanuotisti. E s’è complimentato per i successi azzurri: Presciutti, attaccante del Brescia capolista dell’A1, sotto la guida di Campagna ha vinto l’argento agli Europei di Zagabria 2012, l’oro ai Mondiali 2011 di Shanghai e l’argento tre mesi fa all’Olimpiade di Londra. In Cina esultava col segno del ciuccio, «copyright» tottiano, per la figlioletta Chloé. «Torna a farlo tu, io l’ho messo da parte», gli ha detto Francesco. L’importante è che siano gol.

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