Pallotta punta su Londra come ponte per l’Oriente

In attesa di Friedkin, il presidente muove le sue pedine britanniche per la cessione del club. Tor di Valle: è stallo

di Redazione, @forzaroma

Dai circa 700 milioni di partenza (debiti compresi) per acquistare la Roma il magnate Dan Friedkin è sceso parecchio, perché la crisi coinvolge non solo il calcio, ma anche i suoi affari. Così, mentre la vera trattativa è in stand-by, sottotraccia girano informalmente posizioni diverse: una forbice tra 650 e 550 milioni accontenterebbe (in misura diversa) James Pallotta e la maggior parte del patto di sindacato che controlla la Roma (e che vorrebbe uscirne); fare proposte più al ribasso (non impossibili) avrebbe l’effetto invece di affondare tutto, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Scenario, peraltro, non da escludere. Per questo il presidente si è mosso da tempo per correre ai ripari.

La banca d’affari che cura il dossier Roma, Goldman Sachs, sta operando non solo attraverso le sedi statunitensi, sfruttando peraltro le entrature nel mondo finanziario dello stesso Pallotta, ma anche lavorando su Londra, vero ponte con il Medio e l’Estremo Oriente.

D’altronde, lo stallo che si sta verificando sul fronte relativo al nuovo stadio, che dovrebbe sorgere nell’area di Tor di Valle, di sicuro non facilita le operazioni per la cessione della Roma nel modo migliore. Fonti ceche, però, assicurano che Vitek vuole solo prendere tempo, e forse spuntare un pezzo migliore per acquistare i terreni da Parnasi.

 

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