Pallotta nuovo presidente della Roma «Voglio costruire una società vincente»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) Il presidente sa ballare ascoltando in cuffia la musica dei calciatori (anticonformista), il presidente sa tuffarsi in inverno in una piscina scoperta (coraggioso), il presidente sa di poter contare su un patrimonio personale di un miliardo di dollari (ricco), il presidente sa che non si investe a fondo perduto (oculato), il presidente sa di non aver più bisogno di avere uno che lo rappresenti ma — nel bene e nel male — da ora in poi sarà sua la faccia associata alla Roma. E allora possiamo dare ufficialmente il benvenuto a James Pallotta nel grande Barnum del pallone italiano. Da ieri, infatti, è lui il 23° massimo dirigente della storia giallorossa (Sacerdoti lo fu due volte), succedendo al malinconico Tom DiBenedetto, rimasto al vertice dal 27 settembre scorso, cioè meno di 11 mesi. Quanto basta però, dopo le sue apparizioni all’Olimpico, per crearsi una solida fama di non essere esattamente un portafortuna.

 
JAMES & FIGLI Il magnate statunitense, nato a Boston 54 anni fa ma di origini italiane (Poggio Nativo, in provincia di Rieti), ha fatto fortuna grazie ai fondi d’investimento e adesso la vulgata trigoriana lo vuole così innamorato della Roma da voler trasmettere la proprietà del club ai figli. In realtà il controllo sarebbe suddiviso ancora con gli altri tre partner della cordata Usa, cioè Ruane, D’Amore e lo stesso Di Benedetto. In realtà però dal 14 dicembre scorso, da quando cioè a DiBenedetto furono tolte tutte le deleghe operative, si è capito come il socio forte fosse solo lui. Ieri comunque, grazie a tre videoconferenze in simultanea, l’anima Usa e quella italiana si sono incontrate virtualmente per gestire la cerimonia degli addii (e dell’insediamento), a cui hanno preso parte anche l’a.d. Pannes e Fiorentino (UniCredit), oltre ai dirigenti giallorossi.

 
SBARCO A OTTOBRE «È un grandissimo onore questa carica — ha detto Pallotta —. Non esiste club più speciale al mondo e io accetto la responsabilità di esserne custode e guidarlo con grande senso di umiltà e determinazione per costruire una organizzazione vincente sotto tutti gli aspetti». DiBenedetto ha ringraziato il vicepresidente Tacopina per avergli proposto l’affare e il consigliere Baldissoni per averlo condotto in porto, «ma è arrivato il tempo perché una nuova leadership porti la società a crescere ulteriormente. Continuerò però a far parte della famiglia della Roma anche in futuro», In attesa che Pallotta torni a Roma (ad ottobre), l’a.d. Pannes ha specificato: «Le fondamenta per il successo sono state gettate per questa stagione e per il futuro». Vero, ma è possibile che a fine anno Pannes ceda il suo ruolo ad un altro uomo di fiducia di Pallotta, perché la Raptor (che ha rinnovato la sua consulenza col club) ha bisogno di lui negli Usa.

 
BALDINI & FAIR PLAY Durante il Cda, però, c’è stato spazio anche per la relazione sul mercato di Baldini. Il consiglio ha preso nota che occorrono circa 5 milioni perché il club ottemperi agli obblighi del fair play finanziario. Per questo, con Sabatini a Milano, si lavora sul fronte uscite (Borriello e Bojan: vedi altrove). Ma non è escluso anche un innesto difensivo last minute. D’altronde per una presidenza che nasce non sarebbe elegante presentarsi solo con giocatori con la valigia.

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