Pallotta: «Il futuro Roma passa per lo stadio»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) Sarà scarsa condivisione dei gusti musicali o pura e semplice ingratitudine? In attesa di scoprire questo mistero, anche la playlist proposta da James Pallotta sul sito giallorosso riceve una razione abbondante di critiche. Ovvio però che nessuno discuta i Guns N’ Roses o Neil Young. Il problema è sempre il solito: i risultati della Roma. E così tocca al presidente prendere la sua quota di critiche proprio nel giorno in cui lavora a tempo pieno per il futuro.

 
CONTATTO  UniCredit La giornata di Pallotta infatti,— oltre ad un contatto telefonico con i vertici UniCredit — è stata dedicata in gran parte a quello che rappresenta il cuore del business: lo stadio. Il magnate ha visitato le aree comprese nella short list che partorirà la scelta definitiva: Tor di Valle, Tor Vergata, Bufalotta, Massimina e Gazometro. In prima fila, al solito, resta l’area di Tor di Valle, dove sorge l’ippodromo. Ma i problemi non mancano. Innanzitutto occorre una variante che consenta di costruire una nuova uscita del Gran Raccordo Anulare, e poi c’è la questione che riguarda il rapporto tra il proprietario dei terreni (Papalia) e chi li ha in gestione (Parnasi). Proprio con quest’ultimo, infatti, ieri il presidente si è intrattenuto per cercare di approfondire la questione. Se la Massimina sembra in caduta libera, riprende quota la zona Gazometro. Non a caso Pallotta ha incontrato — oltre a rappresentati di Provincia e Regione — anche i dirigenti dell’Eni. Le difficoltà non mancano, a partire dal rischio del caos traffico in quel quadrante fino ad arrivare alla possibile bonifica dell’area per via del pregresso. In ogni caso la scelta definitiva — oltre a dover essere concordata con le amministrazioni (e adesso il centro sinistra potrebbe candidare a sindaco il prossimo anno non più Zingaretti, con cui il dialogo era già avviato, ma l’attuale ministro Riccardi, cioè un’incognita) — la stessa Roma non vuole per il momento ufficializzarla, anche per non trattare in posizione di debolezza con il proprietario dell’area prescelta.

 
FACCIA A FACCIA  Come si vede, un risiko molto complesso. D’altronde, anche ieri il pensiero del presidente è stato chiaro: «Il nuovo stadio è fondamentale per il futuro della Roma. Stiavo lavorando nel migliore dei modi per realizzarlo il prima possibile». In ogni caso, non prima del 2016. Proprio per questo, la gestione finanziaria si appoggia sul partner UniCredit, che vanta crediti per circa duecento milioni. Ieri, poi, è apparsa la notizia che voleva la banca avere in pegno alcune azioni del club come fidejussione di un finanziamento da 25 milioni erogato in estate, ma la Roma ha smentito precisando come l’intero pacchetto azionario di Neep Roma (la controllante) «risulti libero di qualsiasi gravame». Oggi comunque Pallotta sarà a Trigoria per presiedere il Cda prima dell’uscita del bilancio al giugno 2012, che avrà un «rosso» di oltre 50 milioni. Il finanziere ne approfitterà anche per incontrare la squadra e spronarla a riprendersi. Basterà la voce del padrone?

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