Pallotta-Friedkin, ci siamo: Roma vicina alla svolta

Pallotta-Friedkin, ci siamo: Roma vicina alla svolta

Ieri vertice tra i manager all’Eur: nel weekend finisce la “due diligence”, tra 10 giorni firme sul preliminare

di Redazione, @forzaroma

Pur non dimenticando che si tratta di lavoro, come non invidiare gli “advisor” del magnate Friedkin e di quello bostoniano – tra cui Brian Walker, Brad Beinart, Derrick Burnett, Matthews Edward (Friedkin) e Bob Needham (Raptor) – che alloggiano in un hotel del centro e possono godere della bellezza della Città Eterna, zona Piazza Repubblica, pur pedinati dai cronisti? Niente rispetto a quello che capiterà a Dan Friedkin e Bryan, suo figlio, quando arriverà il loro momento di uscire allo scoperto, anche se le solite voci non controllate ieri li davano nella Capitale o a Milano, prima delle smentite, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport”.

Detto che sulla trattativa sono al lavoro da giorni anche gli studi legali Chiomenti e Tonucci, dalla Roma, che ieri era rappresentata anche dal ceo Guido Fienga e dal vice presidente Mauro Baldissoni, viene fuori questa vulgata, cioè che i nuovi proprietari hanno intenzione di mettersi in vetrina solo una volta che l’accordo sarà raggiunto. E pare davvero che non manchi molto, perché la «due diligence» sui conti delle 12 società che compongono la galassia As Roma sta arrivando alla fine ed entro il weekend potrebbe concludersi, per poi arrivare alla firma del preliminare tra una decina di giorni, cioè a metà febbraio circa. La valutazione esatta della Roma è ancora in via di definizione, ma dovrebbe aggirarsi intorno ai 780 milioni, compresi però i circa 272 milioni di debito e il 150 della ricapitalizzazione in corso, la cui prima tranche di quasi 50 è stata a cura di Pallotta.

Il ceo Fienga ha già sottoposto ai prossimi nuovi proprietari due piani differenti per il club: con o senza la qualificazione in Champions, ed entrambi hanno riscosso consensi. La sua posizione, perciò, al momento appare blindata, proprio perché i Friedkin vogliono continuità gestionale. Diversa invece è la posizione del d.s. Petrachi la cui posizione sarà legata ai risultati, visto che Fonseca (ieri a Coverciano per la «Panchina d’Oro») sta lavorando col materiale messogli a disposizione.

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