Dopo la fine della pandemia, è possibile che Dan Friedkin torni alla carica per rilevare la società

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VIDEO - L'arrivo nella sede della Roma di Marc Watts, presidente del Friedkin Group

La trimestrale della Roma è di quelle che fanno tremare il cuore, ma il calcio ai tempi del Covid-19 – economicamente parlando – racconta storie tristi a tutte le latitudini, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

pallotta

Il riassunto si potrebbe racchiudere nel peggioramento del debito, salito a 278,5 milioni e all’erosione del capitale sociale, che si è ridotto di un terzo del totale.

"Non ci sono sempre stato a supporto della Roma?", dice il presidente James Pallotta. In effetti, nell’era di gestione statunitense, finora sono oltre 300 i milioni immessi dal "patto di sindacato" (una quarantina di soci). In ogni caso, Pallotta & Company verseranno altri 50 milioni a breve (20 subito). Conti alla mano, non basteranno per rimettere in sesto il bilancio, ma in attesa che il calcio abbia la certezza di ripartire, tutto questo è una vera e propria boccata d’ossigeno per i conti.

Ovvio, però, che la cessione del pacchetto di maggioranza resti la stella cometa per il presidente. Dopo la fine della pandemia, è possibile che Dan Friedkin torni alla carica per rilevare la società, ma si presume che il taglio dell’offerta non sarà inferiore a circa il 30%. Una cosa è certa: se fosse intorno ai 550 milioni, la cessione sarebbe in perdita per Pallotta e soci, ma non è escluso che possano dire di sì.

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