Organizzazione e cultura del lavoro: ecco come nasce l’impero di Garcia

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – L.Garlando) Non sono tanto gli ultimi disgraziati campionati a suggerire prudenza ai romanisti di Roma, quanto le pietre millenarie della città.Non c’è altro posto al mondo che trasmetta il senso del tempo e della sua solennità come la capitale. Appunto. Possibile che quel gallo di Garcia sia calato a costruire un impero invincibile in poche settimane? Durerà o è tutto finto, come i legionari che si mettono in posa per i turisti al Colosseo?

 

 

Durerà perché l’orologio del calcio ha un tempo tutto suo e perché la storia del pallone insegna che quando si realizzano alchimie magiche, progettate o magari in parte casuali, possono nascere stagioni indimenticabili, a dispetto delle attese. Pare il caso della Roma. Il Colosseo c’era prima, con Zeman: una difesa bucata da tutti. Ora il solo gol subito in otto partite spicca come un obelisco a ricordare un’impermeabilità da record, che non è merito di un solo reparto, ma della perfetta organizzazione di Garcia. De Rossi che arretra e giganteggia tra i due centrali difensivi è una soluzione che anche a Prandelli tornerà molto utile. La disponibilità al sacrificio in copertura di mediani e attaccanti dimostra la buona stoffa dell’anima della squadra e garantisce durata sui tempi lunghi del campionato.

 

 

Garcia ha rinvigorito a Trigoria una cultura del lavoro che le settimane senza coppe faranno fruttare al massimo. Qui Juve e Napoli pagano dazio. Totti è il Capitano, ma a scalare ce ne sono altri, come matrioske: De Rossi, Pjanic, Strootman, De Sanctis… E’ una formazione di leader, a differenza delNapoli, e nei momenti di difficoltà, che certamente verranno, questo potrà aiutare.

 

 

Aver messo al tappeto il Napoli dopo l’uscita di Totti è una dimostrazione di forza in più (caratteriale e tattica), una parziale smentita a chi aveva letto nella straordinaria notte del capitano a San Siro un’esagerata dipendenza dall’estro di Totti. La Roma è tanta anche senza. Borriello, che si è guadagnato il rigore del 20, fa altre cose, ma allarga il numero delle opzioni. Pjanic, oltre a punizioni e rigori, può supplire il capitano nei passaggi geniali in verticale.

Quindi l’impero di Garcia è già predisposto necessariamente al trionfo? Un momento. Qualche riserva c’è e attende verifica. La rosa è attrezzata, ma non per dare un cambio all’altezza a Benatia e Castan, migliori centrali del torneo. Ombre anche sui terzini: Maicon un tempo salpava quando voleva, ora quando può ed è legittimo dubitare sulla sua tenuta. Balzaretti sarà sempre quello del derby o tornerà quello della stagione scorsa? Dodò ha ribadito col Napoli voragini difensive.

 

 

Bisognerà verificare anche la reazione di squadra e piazza alle prime sconfitte e ai primi dispetti della sorte che per ora manda sui pali i tiri di Guarin, Insigne e Hamsik e paralizza Pandev davanti a De Sanctis. Vedremo. Il trionfo è lontano, ma il sospetto che l’impero di Garcia sia solido e destinato alla prosperità è già molto forte.

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