Ora Goicoechea è un intoccabile della Roma. Stek può partire

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Calabresi) – L’ultima volta che un Goicoechea si è affacciato al San Paolo, per l’Italia furono lacrime amare. Si chiamava Andoni, era argentino, parò un rigore a Donadoni, un altro a Serena, spezzando le Notti Magiche di Italia ’90. Molti napoletani piansero come tutti gli italiani, qualcuno devoto a Maradona fece festa: 22 anni dopo, un altro Goicoechea proverà a far piangere i napoletani, tutti, senza distinzioni.[…]

 

 

Il futuro passa da qui Condizione necessaria per andarci, quella di continuare a stupire con la Roma: stupire è la parola giusta, perché nessuno pensava che Mauro potesse guadagnarsi il posto in così poco tempo. Neppure lui: «Ma questo è il calcio. Le opportunità arrivano quando meno te lo aspetti e devono essere sfruttate». L’occasione se l’è costruita lui, ma gliel’ha data anche Stekelenburg (che, qualora partisse, potrebbe aprire a un ritorno di Curci dal Bologna): non tanto per l’infortunio che lo costrinse a chiedere il cambio nell’intervallo di Parma-Roma o per caratteristiche poco zemaniane — anche l’olandese sa giocare bene con i piedi —, quanto per un rendimento non all’altezza, testimoniato dai numeri.

 

 

Cifre pro Mauro Entrambi hanno giocato otto gare e mezza, ma se Stek ha subito 18 gol, Goicoechea si è fermato a 11. Se l’olandese è il secondo peggior portiere per rendimento (media Gazzetta 5,72, peggio solo Abbiati con 5,55), l’uruguaiano è il settimo per media voto (meglio di Buffon) e il terzo per media gol incassati (1,22, dopo Marchetti con 0,62 e Buffon con 0,69). Numeri, questi, che gli sono valsi il quinto posto per rendimento tra i romanisti (dietro Totti, Osvaldo, Lamela e Florenzi), ma soprattutto il posto da titolare. […]

 

 

Work in progress Molto di positivo, ma non tutto. La papera nel derby è stato un episodio; non lo sono alcuni gesti tecnici tipici sudamericani (la presa e la spinta sulla gamba d’appoggio) che Goicoechea sta «europeizzando» grazie all’aiuto del preparatore Guido Nanni. Ma anche la continuità in una partita: con la Fiorentina, gran parata su Seferovic e uscita a vuoto sull’angolo susseguente; con il Milan, splendida uscita bassa su El Shaarawy, errore nel bloccare la palla e fallo da rigore su Pazzini. Motivo, questo, per cui Goicoechea spesso si ferma in allenamento anche oltre la sua durata (curiosità: lavora sempre con i pantaloni lunghi, anche con 35 gradi). […]

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