Occhio ai giganti di DiFra. La Roma sulle palle inattive è una macchina da gol

I giallorossi hanno segnato 6 volte da fermo in A senza subirne. Al top delle due classifiche, il tecnico studia blocchi e terzo tempo

di Redazione, @forzaroma

Nzonzi è solo l’ultimo della serie, ma prima era già toccato a Manolas, Fazio (due volte), Kolarov e Lorenzo Pellegrini. Sono i giocatori della Roma che quest’anno sono andati a segno sugli sviluppi di una palla inattiva. Sei reti in 8 partite, alla media di 0,75 gol a partita, in Italia meglio di chiunque altro, scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport”.
Di Francesco ci lavora sodo da quest’estate e dedica solitamente una sessione intera di allenamento a questo. Ma non è una casualità soprattutto perché le scelte estive di Monchi in sede di mercato andavano proprio verso questa direzione. Così, quando si va a saltare, nell’area avversaria si fiondano i vari Dzeko, Manolas, Nzonzi, Fazio e Cristante, in attesa che presto possa toccare anche a Marcano, Zaniolo e Schick, tutti oltre i 187 centimetri di altezza. Una serie di torri che quando vengono dentro, a saltare, fanno paura.
Nella scorsa stagione la Roma chiuse con “solo” 16 gol segnati su palla inattiva, meno efficace di altre sei squadre. Che poi si vada a saltare contro una difesa a zona o contro una difesa a uomo non fa differenza: contro le difese a zona si cerca di saltare da fuori, in terzo tempo negli spazi e cercando di andare sui difensori più piccoli, per creare un adeguato mismatch. Contro la difesa a uomo, invece, ci si affida soprattutto ai blocchi, per liberare il saltatore dalla marcatura.
Ma se i giganti della Roma si fanno valere in fase offensiva, lo stesso vale anche in fase difensiva, visto e considerato che la Roma (insieme al Bologna) è la sola squadra a non aver subito neanche una rete da calcio da fermo (l’Atalanta, invece, è quella che ne ha subiti di più, finora in tutto sei).

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