Nozze d’interesse

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport) Storia e antropologia spiegano come la genesi dei matrimoni, così come adesso li immaginiamo, siano un prodotto lievitato nella civiltà occidentale soprattutto a partire dall’Ottocento. In precedenza (e altrove), amore e desiderio potevano arricchirlo, ma la loro presenza non era ritenuta necessaria. Nessuno scandalo. Tutto ciò, in culture differenti, ha prodotto delle unioni stabili e serene, che hanno fatto da contrappunto ai pathos sentimentali raccontati dalla letteratura. Nella Roma, probabilmente, è accaduto qualcosa di analogo, il cui esito però è tutto da decifrare. Se quello con Luis Enrique è stato un matrimonio d’amore («un meraviglioso errore», secondo Baldini), lo Zeman 2.0 (un anno fa mai davvero preso in considerazione) è nato da una reciproca convenienza. Dopo il flop spagnolo, la dirigenza aveva bisogno di un allenatore che avesse il consenso della piazza e che permettesse abbonamenti in un momento di necessità finanziarie. Il boemo, invece, desiderava una occasione («l’ultima», ha ammesso) per tornare al calcio di vertice. Per cementare l’unione la società ha accantonato le perplessità sul lavoro del boemo e le sue «provocazioni», così come il tecnico ha dato un pubblico placet ad una squadra poco «zemaniana». Ora il rapporto è in crisi e la mancanza d’amore si fa evidente. L’interesse, però, ora condanna la coppia ad andare avanti almeno fino a giugno. Poi, se sarà addio, speriamo sia senza rancore.

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