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Nella crisi di Lukaku. Romelu è sparito dalla Roma: segna meno gol ma vuole restare

Nella crisi di Lukaku. Romelu è sparito dalla Roma: segna meno gol ma vuole restare - immagine 1
Nel 2024 appena 4 centri. Il derby di sabato gli offre l’occasione per svegliarsi. Poi solo la Champions può dargli un futuro giallorosso
Redazione

Forse quella partita in Inghilterra con la nazionale belga ha pesato eccome, scrive Andrea Pugliese su La Gazzettya dello Sport. O forse è proprio il momento in cui dovrebbe prendere per mano la squadra ma non ce la fa, complice anche un pizzico di stanchezza di troppo. Sta di fatto che anche a Lecce in tanti si aspettavano che a tirare fuori la Roma dalle sabbie mobili potesse essere lui, Romelu Lukaku, il centravanti belga a cui Daniele De Rossi chiede i gol per il rush finale, quello che porterà (o meno) al traguardo della Champions. Ed invece Big Rom ha provato a lottare, ha sbuffato, a volte con lo sguardo smarrito, spesso sembrato meno gigante di quel che è nel confronto con Pogracic, il difensore che di colpo lo ha «rimpicciolito». Una cosa è certa, con il sistema di de Rossi il belga funziona meno che con Mourinho.

A vedere i numeri totali verrebbe da pensare mediamente solo cose positive, visto che Lukaku da inizio anno ha segnato 18 gol in 38 partite, quasi uno ogni due gare. In realtà, però, il 2024 è un anno quasi maledetto per Romelu, almeno finora, considerando sia le prestazioni sia il numero dei gol. In questo nuovo anno solare, infatti, Lukaku ha segnato solo 4 reti (in Europa League contro Feyenoord e Brighton, in campionato contro Verona e Monza), tutte sotto la nuova gestione, con cui però la sua media-reti è crollata quasi della metà. Con de Rossi il belga ha infatti messo a segno 4 reti in 13 gare, con una media-gol di 0,31, mentre con Mourinho viaggiava a 0,56 (14 reti in 25 gare). Insomma, i numeri certificano un calo di rendimento evidente, dovuto a un momento della stagione dove le tante partite giocate in precedenza iniziano a pesare e forse anche ad un modulo diverso. «È la prima volta in carriera che gioco da solo, ero abituato a giostrare sempre con una punta al mio fianco. Ma ora mi sto abituando», ha detto Romelu un mesetto fa. Sta di fatto che l’ultimo sui gol è datato 2 marzo, contro il Monza, Poi più nulla, mentre l’altro gol in campionato risale addirittura al 20 gennaio scorso.

In campo del resto, con il 4-3-3 deRossiano Lukaku ha meno campo da coprire, ma anche più densità intorno a sé, soprattutto poi quando uno dei due esterni d’attacco stringe verso il centro per lasciare spazio in fascia alla sovrapposizione del terzino (con l’altro esterno che comunque stringe anche lui per andare a coprire una delle ipotetiche linee di passaggio offensive). E per uno che ha la sua mole, avere meno campo a disposizione dove districarsi è sicuramente più problematico che invece poter andare a sfruttare spazi per far esplodere tutta la sua potenza fisica.

Detto questo, la Roma continua a credere che possa essere proprio Lukaku l’arma in più in questo finale di campionato. Esattamente come Lukaku continua a credere che possa esserci la Roma nel suo futuro. Il belga, infatti, nei giorni scorsi avrebbe manifestato al club il suo desiderio di poter restare in giallorosso, magari convincendo il Chelsea a lasciarlo ancora in prestito per un altro anno (anche se il contratto con gli inglesi ha scadenza 2026). Certo,è tutto legato all’eventuale ingresso dei giallorossi in Champions, senza il quale non ci sarebbe quasi la minima speranza. Ecco perché Lukaku vuole portare la Roma in porto. Sperando, però, che riprenda presto anche a segnare...

 

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