NainggoLand: vizi, prodezze e «baci». Il Ninja che ama la Roma: «Io, calciatore da Disco»

La sua vita “irregolare” non è stata mai nascosta, ma sicuramente non lo frena: «Noi calciatori dobbiamo fare anche cose da persone normali. Io sono uno vero perché non mi sono mai nascosto per quello che faccio»

di Redazione, @forzaroma

Radja Nainggolan è quello che ha mandato all’aria le regole. È il peso specifico che ha sulla Roma che impressiona, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport“. Quando lui suona la carica, la squadra cambia marcia. Il tutto all’interno di una stagione cominciata non in modo brillante. A ottobre, dopo alcuni colloqui con lo staff tecnico, il balzo in avanti, fatto anche di sacrifici. E qui si va sulla particolarità di Nainggolan, cioè su quella vita privata «irregolare» ma mai nascosta, che pure non lo frena. «Noi calciatori – ha detto a «Repubblica» – dobbiamo fare anche cose da persone normali. Io sono uno vero perché non mi sono mai nascosto per quello che faccio». Lo stesso Spalletti è sceso in sua difesa. «Radja mangia molto, corre molto e dà molti baci, ma così trova il suo equilibrio». Chiedere all’ex c.t. belga Wilmots, che gli concedeva camera con balcone per fumare. «Sono un calciatore da discoteca – ha detto a “Rolling Stone” –, basta scegliere i momenti giuti per divertirsi. Non ho voglia di stare a casa tutte le sere».

Con la moglie Claudia, le figlie Aysha, 5 anni, e Mailey, 7 mesi, e i due cani, abita a Casal Palocco, villa con piscina, giardino per le bimbe e gli amici, che ospita spesso. Tra i legami più forti, quello con la gemella Riana, calciatrice come lui, passata ora in una squadra di Tivoli di calcio a 5. L’altro fratello, da parte di mamma, vive invece ad Anversa, dove gestisce un bar in cui la maglia di Radja è sempre esposta. Così come in bella mostra sono i suoi tatuaggi. Il suo tatuatore di fiducia, adesso, ha lo studio a pochi passi dal negozio di abbigliamento che Radja ha aperto un anno fa e affidato alla moglie Claudia. Un amore passionale il loro, nato a Cagliari anche fra liti furibonde, ma cresciuto a Roma, fatto di serate al centro, aperitivi a Ostia e cene di sushi a cinque stelle.

Una cosa è certa: Nainggolan si sente romanista, ma dal club aspetta l’adeguamento promessogli dopo il no al Chelsea. A Trigoria la linea è quella di dargli un premio una tantum, ma – pur guadagnando oltre 4 milioni – le aspettative sono altre. Ciò che conta ora, però, è vincere. «Dobbiamo continuare così. Sono felice di come sto giocando. Abbiamo un grande allenatore. Siamo ancora in corsa in tre competizioni. Possiamo battere chiunque, se giochiamo il nostro calcio». Un calcio fuori dall’ordinario. Proprio come lui.

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