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La Gazzetta dello Sport

Mourinho stavolta cambia: “In Conference posso farlo”

Getty Images

Il tecnico: "Un privilegio che non ho per le gare di Serie A". Lancia Shomurodov dal via, poi ritorna su Orsato

Redazione

Freddo, neve e gelo. Con un vento che taglia la faccia in due e un terreno in sintetico che può essere un’altra insidia di questa quinta partita europea della Roma di Mourinho, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. E forse è anche per questo – ma non solo – che oggi l’allenatore portoghese punterà sulla Roma-2, cambiando tanti giocatori rispetto a quella titolare. Del resto, è lui stesso ad ammettere come "domenica ci sia il Napoli e dopo due giorni il Cagliari". Insomma, bisogna saper calibrare i carichi. Giocando anche un po’ a nascondino, nel senso che in Norvegia ci sarà una Roma profondamente diversa da quella che domenica prossima affronterà all’Olimpico la capolista. Non sarà una rivoluzione totale, come era solito fare ad esempio Fonseca. "Faremo dei cambi, è evidente, ma non tutta la squadra", ammette Mou. Che darà sicuramente spazio ai vari Kumbulla, Calafiori, Darboe, Diawara, Perez e Shomurodov. Con l’attaccante uzbeko a guidare il fronte offensivo ed a cercare quei gol che gli mancano dai primi giorni in giallorosso. Una sua rete a Trabzon diede la prima vittoria romanista a Mou, ma da lì Eldor si è fermato (anche se nelle successive dieci partite ha giocato spesso a singhiozzo). Ma Mou ha pensato anche ad una mossa a sorpresa (Villar trequartista) e l’inserimento di Reynolds. "I cinque cambi in Serie A aiutano a cambiare le partite. Un privilegio che io non ho in campionato, ma in Conference sì". Tradotto: alcuni giocatori vanno bene solo per impegni minori. Karsdorp e Zaniolo dunque sono rimasti a casa. "Con queste condizioni climatiche e questo campo, non ci potevamo permettere di rischiare giocatori con la loro storia sanitaria. Ma Zaniolo con il Napoli ci sarà". Infine il ritorno su Orsato e le polemiche di Juventus-Roma: "Dopo la partita non avevo tutti gli elementi per giudicare l’arbitro. Meglio così, perché poi analizzando la partita a freddo dico che c’era tanto da dire, ma davvero tanto, dal primo all’ultimo minuto. Preferisco restare ancora in silenzio".