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Mourinho e la Conference da vincere: “La voglio per la gente di Roma”

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Il portoghese vuole trionfare al primo colpo per entrare nella storia giallorossa. È successo solo a Mirò, Herrera e Ottavio Bianchi

Redazione

Vincere. Che se non è un’ossessione, poco ci manca, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport Del resto, José Mourinho si è già tolto numerosi sfizi da questo punto di vista, con quei 25 titoli che ne fanno il quinto allenatore più titolato della storia del calcio. Vincere però a Roma – dove non si alza un trofeo da quasi 14 anni – e al primo colpo, sarebbe una gioia immensa. Forse non la più grande della carriera, ma una delle più intense sì. Ecco perché Mou ci tiene da matti a questa Conference League, nonostante ad inizio stagione l’avesse indicata come secondaria rispetto al campionato. Oggi, i piani sono cambiati, ricalibrati. Nel senso che in campionato la Roma è quinta, sogna di superare la Juventus e volare in Champions, ma José sa che se c’è una speranza di dare un senso alla stagione quella è la Conference. Ma vincere la Conference vorrebbe dire anche altro per Mourinho. E, cioè, alzare un trofeo al primo colpo, alla sua prima stagione in giallorosso, cosa che sa bene manderebbe in visibilio tutta la tifoseria romanista. Per intenderci, i grandi allenatori del passato romanista non sono riusciti a vincere nulla nel loro primo anno. Parliamo di gente del valore di Liedholm, Capello e Spalletti, tanto per citare quelli che hanno comunque lasciato una traccia a livello di trofei dalle parti di Trigoria. È successo solo a Mirò, Herrera e Ottavio Bianchi.