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La Gazzetta dello Sport

Mou sei poco special: flop in A e in Conference. Roma, la svolta non arriva

Getty Images

José è partito peggio solamente al Leiria e al Tottenham. Oggi a Sofia la vittoria può non bastare per il primo posto

Redazione

Mourinho vuole provare a vincerla questa Conference League, anche se ieri ha ammesso di sentirsi inferiore a Tottenham e Rennes, oltre che alle squadre che scenderanno dall’Europa League per gli spareggi di febbraio. Una condizione psicologica difficile, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, soprattutto per chi dice di voler provare a vincere ma - allo stesso tempo - sottolinea ad ogni occasione possibile di non avere le armi per poterlo fare. Come uscirne fuori, allora? Di certo iniziando a cambiare marcia, visto che la partenza della Roma è stata così deludente che nessuno poteva mai immaginarsela. In Serie A i giallorossi sono settimi (a pari punti con la Lazio, appena un punto più su del Bologna e due di Empoli e Verona), in Conference rischiano di non vincere un girone mediocre con Bodo, Zorya e Cska Sofia. E allora, ammesso e non concesso che la Roma sia davvero inferiore al Rennes ed alle avversarie che scenderanno dall’Europa League, è ora di dare una sterzata. A Sofia oggi la Roma non ha in mano il suo destino. Deve vincere e sperare nello Zorya, in attesa del primo verdetto della stagione. Arrivare secondi non sarebbe drammatico, ma triste sì, vista la consistenza degli avversari. Il cambio di marcia serve sul campo (Mou) e sul mercato (Tiago Pinto). Anche perché, conti alla mano, in carriera l’allenatore della Roma era partito peggio solo in due occasioni: al Leiria nel 2001/02 e al Tottenham nel 2019/20. Ed entrambi le volte non ha vinto nulla (al Leiria si è dimesso per andare al Porto, al Tottenham era subentrato a Pochettino). "Ho la stessa passione e la stessa ambizione. Quell’anno volevo vincere la Champions , ora voglio vincere la Conference. Vincere la prima edizione di un nuovo trofeo sarebbe un bel marchio per la storia" dice il tecnico. Già, ma intanto la Roma oggi ha bisogno di imporsi e sperare che il Bodo si «suicidi» in casa dello Zorya, non vincendo. "Non può succedere che loro non vincano e noi anche, ci sentiremmo degli idioti". Sono però rimasti a casa Rui Patricio, Smalling e Mkhitaryan, che vanno ad aggiungersi agli altri out per motivi vari (Spinazzola, Pellegrini, El Shaarawy e Felix). Ma Mou ha fatto sapere che riposeranno anche altri giocatori, con soli 5-6 titolari.