Moratti: “Dzeko e Lukaku ottimi, ma Icardi è migliore di tutti e due…”

Moratti: “Dzeko e Lukaku ottimi, ma Icardi è migliore di tutti e due…”

L’ex presidente nerazzurro: “Il bosniaco un attaccante di classe, il belga ha senso del gol e potenza fisica. Ma Mauro è più bravo”

di Redazione, @forzaroma

“Dzeko è un attaccante di classe e Lukaku ha senso del gol e potenza fisica. Parliamo di due ottimi centravanti. Però Icardi è più bravo sia di Dzeko sia di Lukaku”. Al cuore non si comanda. Massimo Moratti era e resta il primo tifoso del bomber argentino, riporta “La Gazzetta dello Sport”. E lo ribadisce all’evento “Versilia Football Planet”, a Lido di Camaiore. L’ex presidente nerazzurro sfida il caldo umido per raccontare la sua passione per il pallone. Icardi rischia di diventare il tormentone dell’estate. “Se questa vicenda ricorda qualche caso dei miei tempi all’Inter? No. Onestamente non ho mai dovuto affrontare una situazione così complicata. Certo, se Icardi dovesse finire alla Juve allora la squadra bianconera che è già la più forte diventerebbe fortissima”.

Tutto quello che succede intorno a Icardi a livello di social può penalizzarlo?
Da presidente dell’Inter ho valutato i giocatori dal loro comportamento in campo e durante gli allenamenti. La questione Icardi è di competenza dell’attuale dirigenza nerazzurra.

La Juve resta la squadra da battere?
Ha comprato giocatori forti e spettacolari come Ramsey e Rabiot. Buffon darà il suo contributo. La Juve può fare grandi cose in Champions.

E dopo i bianconeri?
Il Napoli ha un grande allenatore. E l’Inter è competitiva.

Come valuta l’arrivo di Conte?
Grande tecnico, grande motivatore. E non peserà in negativo il suo passato in bianconero. Conte è un grande professionista. Lo ha dimostrato in Nazionale e al Chelsea.

Barella vuole l’Inter…
È uno dei giovani più promettenti del nostro calcio. Ha grinta e tecnica. E anche Sensi può diventare un valore. Ma la maglia nerazzurra pesa.

Come valuta il lavoro di Spalletti?
A volte per centrare grandi risultati serve un pizzico di fortuna che Spalletti non ha avuto. Ma ha portato l’Inter in Champions.

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