Milan tre volte al comando, la Roma risponde. Ma arbitro e Var sbagliano tutto

Sei gol e polemiche: doppietta di Ibra, di Kumbulla il 3-3. Giacomelli inventa i due rigori. I rossoneri restano primi

di Redazione, @forzaroma

Milan, il 13 va bene lo stesso. La capolista si deve adeguare al primo pareggio in campionato, dopo le 4 vittorie ci può anche stare. Il punto arriva contro una Roma che a poco a poco prende forma e sostanza: seguiamola con attenzione, potrebbe rivelarsi molto più che una comprimaria. Come riporta Andrea Masala su La Gazzetta dello Sport, per la prima volta in questa annata, gli uomini di Pioli incassano tre reti. Eppure non perdono: sarà una casualità, ma per assurdo potrebbe essere anche un segnale positivo. Il vantaggio dei rossoneri è di più 2 su Napoli e Sassuolo, più 3 sull’Inter e più 4 su Atalanta, Juve e Samp.

La prova per il nove, intese come le vittorie consecutive di stagione, per il Milan è stata resa complicata dallo stop per il Covid di Gigio Donnarumma, accompagnato da Hauge, l’ultimo marcatore in Europa League a Glasgow. Il Milan poggia sul 4-2-3-1 ormai da mandare a memoria, diventato il marchio di fabbrica della ripartenza dopo il primo lockdown. La Roma non lo dice a voce alta, ma sa benissimo che i 5 punti di distacco dalla capolista alla vigilia non ci sono tutti. Fonseca propone una tribù di piedi vellutati, magari pochissimi guerrieri, ma con il pallone tra i piedi non sfigurano per niente. La difesa è il classico trio che va tanto di moda adesso, pronto a trasformarsi in un normale quattro in non possesso. Dzeko si sdoppia tra le linee, è tornato ai suoi abituali standard, è bene accompagnato soprattutto da Mkhitaryan, Pedro invece stavolta appare meno scintillante. E comunque i giallorossi saranno da tenere d’occhio: non si prendono per caso due pareggi contro la Juve campione in carica e contro la squadra più lanciata del momento.

Il pareggio sta un po’ stretto al Milan che ha combinato qualcosa in più. Il pareggio di Dzeko nasce da una sventata uscita di Tatarusanu. La Roma non soltanto regge botta, ma addirittura si concede diverse puntate che costringono il portiere di riserva milanista al riscatto. Pellegrini e Veretout non sbandano, di fronte si ritrovano un Kessie che detta i tempi. Semmai è Bennacer che lascia a desiderare, in altre occasioni è apparso molto più ordinato. Dopo la fiammata iniziale dell’1-0, nessuno combina più niente a sinistra: Leao si concede una pausa, Hernandez resta sotto coperta. Per insidiare Mirante però servono i calci piazzati, come sperimenta Calhanoglu, ieri appena sufficiente. La prima parte di gara è vissuta sugli scatti di anzianità: un gol per parte dei vecchi Ibra e Dzeko. Ed è singolare che gli inizi costino così tanto alla Roma. Ancora Leao, dopo 2 minuti, ubriaca Karsdorp e Mancini e scodella per Saelemaekers, che batte sicuro a rete. I giallorossi hanno il merito di non abbassarsi troppo e sprecano pochissimo in uscita di palla. Chi invece prende un bel po’ di granchi è l’arbitro Piero Giacomelli (non aiutato dal Var Nasca), che dall’alto del suo metro e 92 concede prima un generoso rigore per fallo su Pedro, che vale il 2-2 giallorosso, poi punisce con un altro penalty dall’altra parte un intervento di Mancini. Ibra dal dischetto riporta il Milan in fuga. Sempre Zlatan però svirgola nella sua area a favore di Kumbulla, ancora lui a segno, che approfitta della mezza pennichella di Kjaer. E’ il 3-3, conservato da un prodigio di Cristante su Kessie e dalla deviazione sfortunata di Romagnoli allo scadere.

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