La super-sfida in programma oggi alle 18 al Maradona è anche il derby tra allenatori che osservano leggi e principi molto differenti
Napoli-Roma, il pronostico: le quote di tutti i bookmakers
1.Il calcio è semplice, bisogna passare il pallone al giocatore con la stessa maglia. Allegri lo disse una volta in diretta tv, durante una discussione con opinionisti di visioni opposte. Una provocazione, Allegri sa che il calcio è complicato. Sotto questo aspetto è un allenatore 'pop'. 2.Mantenete la calma. Anzi, la "halma". È il mantra allegriano, nel bene e nel male. Si vince? Si perde? Calma-halma. Poi lui è il primo a perdere la calma-halma. 3.Conta solo vincere, il resto è chiacchiera. Non conta come, l'importante è vincere, perché gli albi d'oro rimangono e le chiacchiere se le porta via il vento. La teoria del corto muso, del successo di misura, viene dall'ippica, di cui Allegri è appassionatissimo. 4.I complimenti ai ragazzi. Con le dovute eccezioni, Allegri, che vinca, perda o pareggi, fa i complimenti ai ragazzi. Allegri fa da scudo alla squadra perché sa che le partite alla fine le giocano i calciatori, non gli allenatori. E se vogliono, i giocatori sanno come punire il loro mister. Pubblici complimenti e privati cazziatoni. 5.Meno ci insegnano più impariamo. «Se ci avessero insegnato di meno, avremmo imparato di più». Troppe nozioni intasano la mente, gli schemi imprigionano i giocatori, meglio anarchici che polli di allevamento. Lo scrive Sebastiano Vernazza su La Gazzetta dello Sport. 6.Comanda uno solo e quello sono io. Piemontese spigoloso, Gasperini è un allenatore solo al comando. Alla Roma è riuscito ad abbattere un monumento, Ranieri, l'uomo che l'aveva portato a Trigoria. 7.Negli allenamenti più che nelle partite. Allenatevi a un'intensità maggiore che in partita. Il concetto non è nuovo, ma Gasperini ha modernizzato il tutto: negli allenamenti bisogna andare a tutta, senza un istante di tregua. 8.Aggredite tutti quanti come se foste dei lupi. L'aggressività è la cifra del calcio gasperiniano. L'avversario va braccato, morso, sfinito. 9.La palla va passata sempre in avanti. Nel calcio di Gasperini non sono previste arzigogolate costruzioni dal basso, il pallone va giocato sempre in avanti, ogni recupero deve essere trasformato in una verticalizzazione immediata. 10.Vecchi o giovani, gioca chi merita. Non ci sono gerarchie; non conta quello che si è fatto, ma ciò che si farà; l'età è un nu-mero. Ragazzi o "anziani" non fa differenza, con Gasperini gioca chi merita.
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