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1974: Fulvio Bernardini, trainer of the Italian national team. Originally a national player and trainer he is replacing Ferruccio Valcareggi. (Photo by Keystone/Getty Images)
Mariolina, figlia di Fulvio Bernardini, capitano della Roma e allenatore scudettato col Bologna, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. "Fra i suoi sogni aveva anche quello di poter vincere lo scudetto da tecnico della Roma. Ora le racconto come ando...".
Mariolina, da una parte la Roma dall'altra Bologna: da quale "pezzo di cuore" cominciare? "Dal fatto che con tutta la famiglia eravamo presenti all'Olimpico nel giugno del '64: papà ci fece avere i biglietti in curva ed era un caldo pazzesco, mi ricordo tutte le macchine dei bolognesi festanti dopo la vittoria. Sa cosa mi viene in mente? Il Bologna giocava molto ma molto meglio di come disputò quello spareggio, ci tengo a dirlo perché per tutti era veramente uno spettacolo. Prima della gara vedemmo la famiglia Moratti: parlando fra loro erano gia convinti di vincere a tal punto da aver prenotato un locale per festeggiare... Ma ha vinto papà".
Quanto è tifosa del Bologna? "Molto tifosa, molto; ma sempre con l'affetto per la Roma ovviamente. Papà è stato la prima bandiera giallorossa, oltre 200 gare, capitano, lo sa che nella "Canzona" di Testaccio viene citato? Bellissimo.
Di certo è stato una colonna della Roma. "Dopo Lazio e Inter andò in giallorosso, 1928. Nella sua carriera disse di no due volte alla Juventus. Avrebbe potuto vincere tutto se ci fosse andato da calciatore e poi da allenatore. Nel primo caso conosceva molto bene il portiere juventino dei primi Anni 30: gli chiese di raggiungerlo ma scelse di restare alla Roma, diventando anche capitano. Da allenatore lo chiamò Boniperti. Ma lui amava scegliere uomini e avere un piano triennale per vin-cere. A Giampiero disse: "Eddai, che ce vengo a fa', lo sanno tutti che la squadra la fai te". Questo era mio padre. Alla fine è andata così: avrebbe potuto vincere tutto se fosse andato alla Juventus ma non l'ha scelta ed è andato a prendersi altre due piazze nelle quali vincere, Firenze e poi Bologna".
Ma il rimpianto Roma c'è. "Ecco, ma devo sottolineare che non retrocesse con lui eh... La storia, più avanti negli anni, è questa: i Marchini, allora proprietari, vennero a casa e gli proposero un contratto, papà era contentissimo, poi un socio degli stessi Marchini scelse con un blitz di prendere Helenio Herrera. Papà ci rimase non male: malissimo. Uno dei suoi sogni sarebbe stato quello di allenare a lungo la Roma fino a portarla allo scudetto. È un cruccio che si è sempre portato addosso".
Mariolina, quindi come si pone davanti a questo euroderby? "Posso banalizzare, cosa che solitamente non amo? Ho seriamente il cuore diviso a metà. II Bologna è una società super, mi hanno chiamato quando c'era Motta e mi hanno fatto visitare il centro tecnico e poi la terrazza al Dall'Ara intitolata a Fulvio. La Roma mi ha gia chiamato perché nel 2027 compirà 100 anni. Amo entrambe ma il tito per il Bologna è sempre stato vivo, forte".
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