rassegna stampa

Mani e piedi, così Lopez ha sconfitto gli scettici

LaPresse

Lo spagnolo para e fa iniziare l’azione: "Mi diverte aiutare i compagni e non è rischioso"

Redazione

Che la Roma fosse in buone mani lo si era capito già da un po’, da quando Pau Lopez ha allontanato con le prestazioni i tanti dubbi relativi al costo del suo cartellino (23,5 milioni di euro più la rinuncia alla percentuale sulla rivendita di Sanabria). Come riporta La Gazzetta dello Sport, perché in queste prime 14 partite stagionali il portiere spagnolo ha dimostrato qualità, riflessi, personalità. Ma non solo, anche la capacità di aiutare la squadra nella fase di costruzione dal basso, grazie alla sua abilità con i piedi. Una sorta di regista difensivo, un aiuto a cui i difensori sanno di potersi affidare in caso di necessità improvvisa. "Ma io provo semplicemente ad aiutare la squadra - dice lui alla vigilia della sfida di Mönchengladbach -. A volte esternamente può sembrare che quello che facciamo in campo sia qualcosa di rischioso, ma non è così".

Già, ed ha iniziato a farlo nella scorsa stagione, quando al Betis Siviglia glielo chiedeva espressamente il tecnico della scorsa stagione, Setien. "È vero, ho iniziato a giocare davvero con i piedi nella scorsa stagione, al Betis - dice il numero uno giallorosso -. E se sono arrivato in nazionale penso sia anche per questo. E per questo devo ringraziare Setien. Con lui ho imparato tante cose e sono cresciuto molto". Esattamente come è cresciuta tutta la Roma, anche in fase difensiva, dove dopo aver subito sei gol nelle prime tre partite (alla media di due a gara) ne ha incassati solo otto nelle successive 11 (con una media di 0.72 a partita).

Stasera ci sarà da soffrire, perché il Borussia è in salute e perché lo stadio sarà una bolgia. "L’Europa League l’ho giocata la scorsa stagione con il Betis - dice il portiere - È una competizione importante per me e per la squadra, una coppa che mi piace".