Mancini a Zaniolo: “Resta a Roma”

Mancini a Zaniolo: “Resta a Roma”

Il c.t. ha parlato con il talento giallorosso nel ritiro della Nazionale: consigli per il futuro

di Redazione, @forzaroma

Nessuno meglio di Totti e Mancini in questa fase può essere d’aiuto e di supporto a Nicolò Zaniolo, uno dei baby su cui la Roma e la Nazionale vogliono costruire il loro futuro. Totti ci parla tutti i giorni in quel di Trigoria, spesso anche con il suo tono scanzonato, a volte seriamente, lontano da telecamere, social e occhi indiscreti. Mancini, invece, ha scelto Coverciano come luogo per una lunga chiacchierata. Tanto che la convocazione del jolly romanista per lo stage con tanti giovani è stata più da psicologo che da allenatore. Mancini voleva vederlo a quattr’occhi, parlarci, capire che momento sta attraversando tra notorietà improvvisa, cambio di allenatore e la questione del rinnovo del contratto. Ha trovato un ragazzo maturo, con la testa sulle spalle, magari un po’ spaesato da tutto quello che gli sta capitando intorno. Ecco perché, pur senza permettersi di entrare in scelte che spettano al ragazzo, a chi lo gestisce e alla Roma, Mancini gli ha consigliato di procedere per piccoli passi, di pensare a giocare con continuità il prossimo anno per crescere ancora e prepararsi nel migliore dei modi all’Europeo.

Poi Mancini ha parlato anche pubblicamente di Zaniolo, nell’ambito del bilancio finale di questo stage azzurro: “Lui e Kean mi danno del lei, loro sono giovani, penso che sia anche giusto. Forse Zaniolo non si aspettava la chiamata in nazionale, non aveva ancora debuttato in Serie A, giocando solo in Primavera. L’avevamo seguito a fondo agli Europei Under 19, in sei mesi è migliorato moltissimo, ma la strada è ancora lunga. Dai giovani c’è da aspettarsi a volte una grandissima partita, altre meno. Ma dobbiamo aspettarli, dar loro fiducia” riporta La Gazzetta dello Sport. Poi l’analisi del c.t. sul momento di Nicolò. Un momento di appannamento rispetto alle scintille messe in mostra da novembre in poi: “È normale che adesso Nicolò stia attraversando un periodo di calo fisico, ma rimane un ragazzo di grande prospettiva, esattamente come lo sono Kean e Tonali. Per me la posizione in cui può rendere meglio è la mezzala, anche perché ha tutto, fisico, fantasia e tiro. Sono arrivato in un momento difficile per la Nazionale, il più difficile degli ultimi 50 anni. Abbiamo pensato che dovevamo fare qualcosa di diverso, chiamare ragazzi giovani come Zaniolo ad esempio, che dopo la nostra chiamata è diventato titolare anche nella Roma”.

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