Malagò: “La Figc deve arrivare a una governance condivisa. Micciché valore aggiunto”

Malagò: “La Figc deve arrivare a una governance condivisa. Micciché valore aggiunto”

Il presidente del Coni aggiunge: “Fabbricini è un galantuomo, la litigiosità che ha caratterizzato gli anni recenti ma anche meno recenti della Federcalcio non ha aiutato il lavoro del commissario”

di Redazione, @forzaroma

Dopo aver visto sfumare il sogno Olimpiadi a Roma nel 2024, ora Giovanni Malagò vuole portare i Giochi invernali in Italia nel 2026. Di questo e molto altro ha parlato nella lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Tra i tanti temi trattati anche quello relativo al calcio italiano e a una Figc ancora commissariata. Queste le sue parole:

Lei è stato commissario alla Lega di serie A, in Figc c’è ancora il commissario Fabbricini. Pensa che la situazione del nostro calcio sia cambiata?
“Sinceramente no. Lo dico con franchezza. Penso che in Lega si siano creati i presupposti con Gaetano Micciché per avere una marcia diversa, una visione enormemente superiore a prima in grado di sviluppare le potenzialità del calcio di vertice. Aver fatto lo statuto, aver dato una governance, è un grosso passo in avanti. Micciché è un valore aggiunto. Ora bisogna proseguire. La Lega non può muoversi come un corpo a sé, è il motore economico certo, ma è anche parte integrante della Federcalcio. È indispensabile che la Lega assieme alle altre componenti arrivi a una nuova governance condivisa, per fare quelle riforme che tutti ritengono indispensabili: dalla riformulazione della legge 81 sul professionismo, al calcio femminile, dalla riforma dei campionati all’utilizzo degli extracomunitari. È chiaro che se sei eletto con una maggioranza piccola sarai preoccupato più dal conservare quella maggioranza piuttosto che dal varare iniziative”.

Si aspettava risultati maggiori dal commissariamento in Federcalcio?
“Fabbricini è un galantuomo, la litigiosità che ha caratterizzato gli anni recenti ma anche meno recenti della Federcalcio non ha aiutato il lavoro del commissario, che ha bisogno di un contesto di serenità per operare. Ringrazio Roberto per lo spirito di servizio con cui ha abbracciato questo incarico”.

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