Mai grande con le grandi. Fonseca, cambia marcia

Mai grande con le grandi. Fonseca, cambia marcia

Tre pareggi e due k.o. per la Roma contro le prime 4. Problema tattico e mentale, ma allora l’ultimo derby?

di Redazione, @forzaroma

C’è chi è convinto che i campionati si vincano con le piccole, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Nel senso che gli scontri diretti si possono anche pareggiare, l’importante è non perderli. Poi, però, bisogna fare i punti con chi è più debole di te. Ma c’è anche chi pensa che proprio gli scontri diretti siano invece fondamentali, perché portarli a casa vuol dire come vincere due volte.

La Roma di Fonseca non è grande con le grandi. O, almeno, finora non lo è mai stata. A Bergamo, sabato prossimo, ecco allora l’occasione giusta per invertire anche questa brutta tendenza.

Finora gli scontri diretti sono stati cinque e per i giallorossi sono arrivati tre pareggi (0-0 con l’Inter, doppio 1-1 con la Lazio) e due sconfitte (2-0 con l’Atalanta e 2-1 con la Juventus, entrambe le volte in casa, tra le mura amiche dell’Olimpico).

Ma perché la Roma fatica così tanto con le grandi? Qualcuno sostiene che dipenda dal fatto che quando i valori si alzano, la differenza la fanno la tattica e l’approccio. E qui la Roma finirebbe con il far fatica. Fonseca, però, finora ha dimostrato di avere idee e di saper lavorare, anche cambiando tatticamente. Insomma, non è certo uno sprovveduto.

E allora resta il problema di testa, la famosa questione mentale che l’allenatore portoghese ha riportato a galla che dopo le ultime due sconfitte, quelle arrivate contro avversarie di minor blasone come Sassuolo e Bologna. La testa, insomma, sarebbe compartecipe di questa situazione e non aiuterebbe la Roma ad affrontare partite contro avversari di livello.

 

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