Forzaroma.info
I migliori video scelti dal nostro canale

La Gazzetta dello Sport

Magia di Pellegrini e la Roma esulta

Getty Images

Pavoletti segna l’1-0, poi Ibanez e il capitano ribaltano il risultato. Mourinho, squalificato, gioisce in tribuna

Redazione

Mancava l’aria alla Roma di Mourinho. Mancavano spazi, velocità, campo, idee. E allora Lorenzo Pellegrini ha cambiato la storia della partita di Cagliari, scrive Gian Battista Olivero su La Gazzetta dello Sport, con due giocate da fermo: un calcio d’angolo recapitato sulla testa di Ibañez e una meravigliosa punizione spedita direttamente all’incrocio da una posizione non ideale per un destro. Non c’erano molte altre strade per i giallorossi: il Cagliari aveva impostato una gara esclusivamente difensiva e la stava interpretando bene. Era pure passato in vantaggio a inizio ripresa con Pavoletti sfruttando un errore di un impresentabile Viña e lo stesso centravanti ha poi sprecato la ghiotta occasione per il 2-0. Ma portarsi il nemico in casa è sempre un’operazione rischiosa, soprattutto se il gap nel gioco aereo è evidente. E così, angolo dopo angolo, la Roma è diventata più pericolosa e ha segnato i due gol che le consentono di conservare il quarto posto. Non è stata una bella Roma, anzi per un’ora è stata proprio brutta. La squadra di Mourinho (in tribuna per squalifica) ha approcciato la partita con estrema lentezza e prevedibilità. Nel primo tempo la Roma non è riuscita a distillare nemmeno un tiro nello specchio dal 61% di possesso palla e dal doppio dei passaggi rispetto agli avversari (234-120) e i motivi sono diversi. Il fraseggio era lento: gli spazi erano intasati e quindi non era semplice trovare uno sbocco, ma piuttosto che continuare sull’aggiramento a ritmi lenti i giallorossi avrebbero potuto ogni tanto forzare una giocata e alzare la velocità. Sono mancati gli uno-due e le combinazioni “palla avanti, palla indietro” che in casi come questo sono fondamentali. La Roma ha spinto quasi solo a destra, dove Karsdorp aiutava un volenteroso Zaniolo. Ma sui cross pochi giallorossi attaccavano la porta e mai è stato cercato uno scarico al limite dell’area. Insomma una Roma monotona il cui centravanti è stato a lungo ai margini della gara.