Luis Enrique senza pace. Il futuro non è più certo

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) – «Inadatto, ha rovinato la squadra, è da mandare via». Credete che pensieri cosi poco amichevoli siano rivolti a Luis Enrique? Sbagliato.

Sono citazioni prese dai giornali dello scorso anno tutte riferite a Claudio Ranieri, che aveva appena consumato malinconicamente la giornata numero 26 (ko a Genova per 4-3) e si era appena dimesso. Ad una stagione di distanza si scopre che quella Roma aveva 4 punti in più dell’attuale, 9 lunghezze dalla zona Champions e addirittura una partita da recuperare (col Bologna). Nessuna sorpresa, perciò, che dopo la sconfitta nel derby (12? tonfo stagionale) la pazienza giallorossa nei confronti di Luis Enrique paia esaurita. D’altronde, se è vero che i politici, cinicamente, amano fiutare il vento, le stroncature che onorevoli romanisti come Gasparri e Ronchio ieri hanno riservato a tecnico e dirigenza hanno il sapore dell’umor popolare. Rivoluzione a metà Troppo ingeneroso.

Ma due importanti pilastri in realtà sono stati messi: sul comportamento sportivo e lo stile di gioco. Il problema è che le sconfitte stanno facendo vacillare entrambi, se si pensa che — dalla sfogo di Taddei post-derby contro l’arbitro al reclamo inoltrato ieri per chiedere di togliere la squalifica ad Osvaldo—ilmuro della «diversità » si sta incrinando davanti alla ragion di stato e alla spinta popolare. Le telefonate Resta il fronte Luis Enrique che ieri, raggiunto dalle telefonate di Baldini e Sabatini, è apparso ancora molto scosso. Oggi la dirigenza proverà a parlare con i giocatori,maè logico che—dato per certo che la società vuole continuare con lo spagnolo— ora non è sicuro che Luis Enrique voglia rimanere. La banca, in particolare, è sorpresa per una decisione così repentina, anche perché considerava l’ex dirigente una figura di garanzia, soprattutto alla luce dell’estenuante attesa dell’aumento di capitale da parte della cordata Usa, posticipata da dicembre a maggio. In compenso, dalla Raptor Accelerator che fa capo all’uomo forte James Pallotta, percepisce 115.000 euro (nel 2011) per un rapporto di consulenza che durerà fino all’aprile 2013, ad un costo medio di circa trentamila euro al mese. Domanda: ce la farà Luis Enrique a resistere fino a quella data? (…)

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