Luis Enrique «Che ho fatto per meritare questa m…?»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-M.Cecchini) È proprio vero, non ci sono più le grandi certezze di una volta. (…) Contestazione Comprensibile, perché cadere per la 12a volta su 30 partite in una stagione,

e per di più nel derby, fa male da morire. Non a caso ieri sera una cinquantina di tifosi hanno aspettato i pochi calciatori (Stekelenburg, Greco, Piscitella e Rosi, poi Gago e Lamela in auto) che tornavano nel centro sportivo col pullman per insultarli e schernire la dirigenza, peraltro assente

 

Baldini & Taddei Ma Bergonzi è nel mirino. Se Taddei dice piatto: «Siamo stati danneggiati. Non sapevamo che regolamento stava applicando l’arbitro. Non ci piace però essere trattati così ogni volta. Fuori dal campo tutte le squadre vanno dall’arbitro a massacrarlo, noi siamo troppo buoni e questo deve cambiare perché ogni volta la Roma è danneggiata». Il d.g. Baldini prova a filosofeggiare: «Il mio è un commento e non un giudizio: il rigore guadagnato molto scaltramente da Klose si può dare ma l’espulsione è eccessiva. Comunque non abbiamo spirito missionario, vogliamo solo che gli arbitri non diventino un alibi»

«Merda!» Luis Enrique non li cerca davvero ma — dopo aver incrociato Reja per i complimenti («spero che il prossimo anno li farai tu a me» — il suo sfogo è pesante. «Non so cosa ho fatto per meritare questa merda, questo schifo e rimanere in dieci. Mi piacerebbe giocare un derby in undici, non pensavo che sarebbe successo come all’andata. Noi grandi? Chi lo ha mai detto? Noi non lo siamo, ma non credo che siamo inferiori alla Lazio. Finché ci sono punti dobbiamo inseguire il 3° posto. Progetto fallito? Non voglio essere allenatore di una squadra se non piaccio al club o ai tifosi, ma il giudizio lo darò alla fine. Mi sono meritato di terminare la stagione. Ma non sono matto, mi accorgo di ciò che succede. Io farò di tutto per vincere le prossime 12 partite: chi mi dice che non possiamo vincerle tutte? Ma nessuno si preoccupi, se va male il primo responsabile sarò io».

Il vertice A fine gara è andato in scena un vertice, presenti Luis Enrique, Baldini e Sabatini. L’allenatore, raccontato come impietrito, è stato rassicurato. Di sicuro la dirigenza non vuole esonerarlo, ma a questo punto non è più sicuro che lo spagnolo a fine stagione voglia restare. Lo stesso Baldini, incurante dei milioni spesi tra acquisti e ingaggi, prova a stemperare così. «Siamo felici del nostro tecnico e dell’atteggiamento della squadra. Nessuno si aspettava che con questa rosa potevamo ambire a traguardi molto più grandi di questo. Volevamo creare una base e avere una progressione costante nei prossimi anni. La Roma non era cercata da mille acquirenti, non avrebbe partecipato neppure al campionato. Comunque, se non sarà possibile portarla avanti, ne renderemo conto». Vale anche per Luis Enrique. Impressioni? A fine stagione, meglio che Vilas Boas e Montella abbiamo il cellulare a portata di mano.

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