Lucido, spietato e innamorato… questo addio fa male a tutti

Lucido, spietato e innamorato… questo addio fa male a tutti

Totti ha demolito la Roma con concetti, parole e rivelazioni

di Redazione, @forzaroma

Roma non bruciava così dai tempi di Nerone. Ed è stato un altro imperatore, Francesco Totti, che pure l’ama più di ogni altra cosa, a demolirla, con parole, concetti, rivelazioni e retroscena, descrivendo un ambiente dove in assenza del presidente proliferano cattivi consiglieri che vogliono il male della Roma, trame, vendette, e un’antiromanità e un antiromanismo di cui in questi anni ritiene di essere stato vittima, scrive La Gazzetta dello Sport.

Totti ha mostrato due profili. Il primo: lucido, quasi spietato, “trasparente” come ha sottolineato spesso – fino ad essere corrosivo, nei confronti del presidente (Pallotta), del suo “consigliori” (Baldini) del vicepresidente (Baldissoni) e parte di Trigoria con dirigenti (più o meno in prima linea) e giocatori visti “ridere e godere dopo le sconfitte”. A salvarsi solo Fienga che lo voleva Dt, col rischio che questi attestati pubblici di De Rossi prima e Totti poi diventino per il Ceo un involontario abbraccio mortale: non lo meriterebbe. Ma c’è stato anche il profilo del Totti più bello, tenero e innamorato della Roma quello che: “Preferivo morire”, “È come staccarmi da mia madre“, “Andrò con De Rossi da tifoso in Curva Sud”, “La cosa più bella di Roma? I tifosi della Roma”.

La Roma ritiene molte ricostruzioni di Totti esagerate o addirittura fantasiose. Entrare nel merito dei singoli episodi ha il senso della vivisezione del cadavere. Ci concentriamo su altri due punti. 1) Questo addio rappresenta una grande occasione perduta. Ieri Totti per la prima volta nel suo slang romanesco, magari fermandosi a ragionare sul verbo giusto da usare, è sembrato avere la solidità di un vero dirigente. Ha rimarcato le sue competenze – sottolineando come avesse bocciato uno dei flop di mercato (Pastore) -, e spiegato le cose che andrebbero fatte a Trigoria e dette ai tifosi. Forse se tutta questa fermezza fosse uscita mediaticamente prima o percepita meglio all’interno, Totti avrebbe avuto il ruolo che cercava a furor di popolo.

2) Totti da una parte ha demolito la Roma attuale, dall’altra ha aperto una finestra su una Roma futura. Il suo è stato un arrivederci, ma con un’altra proprietà, perché “la Roma piace a tanti”. Inutile dire che è stato uno dei passaggi più indigesti per la società e non solo per la sua quotazione in Borsa.

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